DIRITTI. Donne e bambine, UNICEF: “Ancora vittime di violenza e discriminazione”

In occasione della 51a Sessione della Commissione ONU sulla condizione delle donne, Ann Veneman, direttore esecutivo dell’UNICEF, ha ricordato che la violenza contro donne e bambine rimane ancora una delle forme di disuguaglianza più estreme: "Nonostante i progressi conseguiti, continuiamo a vivere in un mondo dove milioni di bambine restano escluse dalla scuola, coinvolte in forme di sfruttamento del loro lavoro, vittime del traffico di minori, vulnerabili all’HIV/AIDS ed esposte a violenze sessuali".

La Veneman ha sottolineato anche come in molti paesi e regioni del mondo la grave condizione delle bambine sia del tutto ignorata o negata. Secondo i dati del Rapporto UNICEF 2007, la mutilazione dei genitali viene praticata ogni anno su 3 milioni di bambine e in totale sono 130 milioni le donne al mondo che sono state sottoposte a questa pratica. Per quanto riguarda la scuola più di 115 milioni di bambini non frequentano neanche quella primaria e per ogni 100 bambini senza scuola, le bambine sono 115. Anche la pandemia dell’Hiv/Aids colpisce in modo differente le donne: nell’Africa sub-sahariana, ad esempio, il 59% degli adulti affetti da Hiv sono donne.

Eppure, come si legge nel rapporto, gli interventi che meglio funzionano per i bambini sono quelli portati avanti e fatti propri dalle madri e l’empowerment delle donne è un pre-requisito per la solidità, la sostenibilità e la durata dei progressi nella condizione infantile. L’uguaglianza di genere, infatti, ha il doppio vantaggio di produrre benefici sia per le donne che per i bambini, ma ha anche una funzione cardine per la salute e lo sviluppo di famiglie, comunità e nazioni.

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