DIRITTI. Eluana è morta

Eluana Englaro è morta alle 20,10 di ieri nella casa di riposo "La Quiete". Dopo diciassette anni di vita in stato vegetativo e di battaglia da padre del padre-tutore per sospenderle alimentazione e idratazione assistita, si è chiusa la vicenda personale di questa donna oggi trentottennne. La donna ha cessato definitivamente di vivere per un arresto cardiaco dovuto probabilmente ad una sopraggiunta insufficienza renale, a quattro giorni dal ricovero alla casa di riposo «La Quiete» di Udine, dove era stata trasferita per l’avvio del processo di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione forzata che la tenevano in vita. La notizia della morte di Eluana si abbatte come un terremoto sull’aula del Senato intenta ad approvare il disegno di legge in materia di alimentazione e idratazione, figlio di quel decreto che il Capo dello Stato non ha ritenuto di emanare per la mancanza (valutazione contestatissima) dei requisiti di necessità e urgenza propri del decreto legge. Nel frattempo sono state acquisite dalla procura di Udine le cartelle cliniche di Eluana Englaro. Si saprà solo martedì mattina se sul corpo della donna verrà effettuata o no l’autopsia. Lo deciderà il procuratore capo Antonio Biancardi insieme al medico legale e a un consulente nominato dalla procura. Tra gli elementi da valutare, anche la corretta applicazione del protocollo per fugare ogni dubbio sull’improvviso decesso di Eluana alla vigilia del voto sul ddl.

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