DIRITTI. Englaro, Mina Welby: “Solidale con il ricorso di MDC”

"Mi dichiaro solidale, a nome dell’Associazione Luca Coscioni, con il Movimento Difesa del Cittadino che presenta ricorso nei confronti dell’atto di indirizzo del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, perché è un atto non fondato su motivazioni di diritto. Una persona capace di esprimersi può rifiutare qualsiasi terapia medica, come Piergiorgio Welby ha rifiutato il respiratore. Secondo il Ministro, qualora una persona cadesse in stato vegetativo, è costretta a subire insulti al suo corpo". E’ quanto ha dichiarato Mina Welby, vedova di Piergiorgio, prendendo parte alla conferenza di presentazione del ricorso di MDC al Tar del Lazio contro la direttiva Sacconi. Help Consumatori l’ha intervistata.

Come considera gli ultimi sviluppi della vicenda Englaro?

L’uscita della Governatrice del Piemonte Mercedes Bresso è stata molto confortante e credo che sia uno di quei punti che danno speranza alla parte laica dell’Italia. E’ importante che le persone abbiano diritto di chiedere e di essere ascoltate e che ci siano ancora delle persone che non hanno paura di ritorsioni ministeriali eccetera.

Mercedes Bresso si è confrontata pubblicamente con il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella che ha ribadito la legittimità dell’intrusione del Ministero della Salute in questa vicenda ed ha spiegato che le strutture sanitarie italiane non sarebbero attrezzate ad eseguire questa pratica. Lei cosa ne pensa?

La Roccella queste cose non le può dire perché se le strutture sanitarie non sono attrezzate per una cosa simile non sarebbero attrezzate neanche per accudire una persona malata di SLA, che è una cosa molto più delicata di qualsiasi altra malattia. In una struttura tipo hospice io credo che eseguire quello che serve ad Eluana sarebbe più che sufficiente ed un medico anestesista lo può fare. Il signor Nuvoli ci è veramente di esempio: quando il signor Nuvoli non ha potuto essere staccato dal respiratore perché gliel’ha impedito il procuratore di Sassari, cosa che non è successa per Piergiorgio Welby, che invece è stato sostenuto dalla Procura, il signor Nuvoli ha smesso di mangiare. Il medico di famiglia ha detto alla asl di non mettere più nutrizione nella sacca e il signor Nuvoli non è stato più alimentato. Quando sono intervenuti i crampi all’intestino un medico gli ha fatto un’anestesia per non sentire i dolori e credo che in quel momento questa persona si sia sentita abbandonata dalle istituzioni. Dopo una settimana è morto e penso che questo sia un esempio degno di una persona che coscientemente rifiuta la nutrizione. Se io fossi malata e sentissi di essere vicina alla fine mi lascerei andare e nessuno può impedirmelo.

Perché allora la politica non vuol capire questo diritto fondamentale?

Io credo che prima o poi si svegli qualcuno, se non sarà in questa legislatura spero nella prossima. Vorrei dei politici più sensibili, più laici, più alla portata delle persone e dei diritti umani e civili. Una legge non può essere fatta solo per i cattolici. Se un giorno avessimo un Parlamento di maggioranza testimone di Geova che ci succederebbe? Non potremmo fare niente più trasfusioni. Non ce lo possiamo permettere. Le leggi devono essere di tutti, poi il singolo può decidere per sé ma la religione non deve entrare nella legislazione. Abbiamo anche molti parlamentari cristiani che riescono a scindere questo dalle leggi.

Cosa pensa che produrrà questo ricorso?

Credo che questo ricorso debba produrre prima di tutto una reazione da parte del Ministro, ma soprattutto deve avere grande impatto sulla società civile. La gente è molto sensibile su questo tema e si sente vicina ad Eluana. A volte qualcuno dice che è viva e che la fanno morire di fame e di sete, ma questo non è vero. Eluana la fame e la sete non le può più percepire perché non c’è più il centro che è sensibile a questi stimoli. L’informazione è molto importante e tante volte queste cose vengono dette in modo sbagliato, come fa la signora Roccella. Questo discorso vale per la Convenzione dell’Onu per i disabili, che viene usata per proteggere Eluana, definita una grave disabile. Ma Eluana non è una grave disabile, è tutta un’altra faccenda. Se Eluana fosse una grave disabile e le venisse imposta la nutrizione allora questa verrebbe imposta a tutti i disabili. Così queste persone verrebbero discriminate.

Eugenia Roccella, infine, dice che non c’è nulla di scritto che Eluana ha lasciato con le sue volontà.

Non c’è nulla di scritto però i giudici sono riusciti a ricostruire le sue volontà di vita. Il medico di Piergiorgio ha sentito dalla sua bocca che voleva morire, che voleva essere staccato dal respiratore però il giudice per l’udienza preliminare ha ricostruito tutta la sua volontà, ha letto il suo libro, ha chiesto a me, e non ha chiesto cosa ha detto al dottore. Io ho potuto dire quali erano le volontà di Piergiorgio, visto che è stata l’ultima domanda che io gli ho fatto. Io credo che le due ore di processo hanno poi potuto chiarire davvero le sue volontà che poi sono state depositate nella sentenza. Credo che lo stesso valga per Eluana.

Il Governo dunque sembra sordo a questi temi?

Sì, io infatti mi aspettavo che in questa legislatura si fosse più laici, e che il Popolo delle Libertà volesse rispettare le libertà dei cittadini.

Qual è stata la risposta più strana che le ha dato il Governo nel corso di questi anni?

La risposta più strana l’ho avuta ad aprile 2007, quando ho fatto la richiesta di un’indagine conoscitiva sull’eutanasia clandestina negli ospedali. Mi hanno detto che non esiste. Il Ministro Livia Turco aveva detto che avrebbe iniziato un’inchiesta; sono stati mandati dei fogli ai medici, ma in pochi hanno risposto, forse per paura di essere individuati e di avere ripercussioni. Mentre tramite un’indagine del genere si scoprirebbe che ci sono tante persone che vogliono decidere per se stesse.

di Antonella Giordano

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