DIRITTI. Firenze, ancora poche le donne dirigenti. Indagine Camera di Commercio

Nel 2007 il mondo femminile stenta ancora a farsi strada ai vertici lavorativi: nella provincia di Firenze, solo il 33% dei dirigenti è donna. I dati provengono da una ricerca condotta dalla Camera di Commercio locale, che ha preso in considerazione sia il settore pubblico che quello privato.

Nelle istituzioni pubbliche (Enti Locali, strutture della pubblica amministrazione, sistema camerale) la presenza femminile nei ruoli più alti è stabile al 25,4%; è pari al 27,8% tra gli organismi sindacali (42,9% in CGIL); ed è oltre il 30% negli enti previdenziali e in Prefettura. Più alta della media è la presenza di donne manager nella regione Toscana (26%), mentre nell’Amministrazione Provinciale di Firenze si ferma al 21%.

Analizzando la situazione degli Enti Locali, significativo è il numero di donne (32,6%) nel ruolo "figure di vertice di rappresentanza politica" (ovvero sindaci e presidenti), mentre è molto più basso (23,7%) all’interno degli "organi consiliari". In particolare, prendendo in esame i 44 Comuni della provincia, si nota che: le donne sindaco sono il 34,1%; scende a 26,6% la percentuale di signore a capo di assessorati; il 23,7% sono le donne consigliere comunali; 24% la presenza femminile in posizioni organizzative (dirigenti e quadri). Relativamente al sistema camerale, il rapporto donne-uomini è di 1 a 3, ma con dati incoraggianti fra le figure dirigenti e quadri (43,2%).

"Questo studio – ha spiegato il Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della CCIAA di Firenze Cristina Bandinelli – vuole essere un punto di partenza per sollecitare una più ampia partecipazione femminile nei processi di sviluppo della comunità economica e sociale del nostro territorio, attraverso una revisione dei rapporti interpersonali e dei modelli organizzativi".

Qual è il panorama nel settore privato? Su 300 imprese analizzate, la quota femminile è del 37,3% per la categoria ‘dipendenti’; diventa 44% in riferimento ai ‘contratti a tempo determinato’; e arriva al 72,1% relativamente ai dipendenti part-time. Diversa la situazione per le figure dirigenziali, con una percentuale di 21,7%. Considerando la distribuzione delle competenze, le donne al vertice (per lo più under 40 e solo un quarto laureate) si confermano al primo posto per la voce "ricerca e innovazione" (il 27% sul totale), seguono ""finanza e amministrazione (il 23,6%), "controllo di qualità", "personale e relazioni industriali" (entrambe con una quota dell’11,5%). Decisamente meno rilevante la funzione "servizi informativi" (il 4,7%).

Per svolgere un’attività in proprio e divenire manager di sè stesse, le donne trovano difficoltà soprattutto nella conciliazione fra lavoro e famiglia e nel reperimento di finanziamenti per l’avvio dell’impresa. "Nella fase di costituzione e di avvio dell’attività, – sottolinea la Camera di Commercio di Firenze – circa 4 donne su 10 hanno ritenuto opportuno farsi assistere da propri familiari, mentre nel 20 % dei casi non è stata richiesta assistenza né alla rete familiare né a strutture professionali esterne. Chi lo ha fatto, ha privilegiato gli studi privati piuttosto che le strutture pubbliche".

I principali problemi constatati nella fase di avvio, hanno prevalentemente natura finanziaria (reperimento capitale) e gestionale (crearsi la rete di clienti), ma nel 21% dei casi sono legati a complessità burocratiche. Il 56% delle imprenditrici ha fatto ricorso a capitale proprio, mentre il 26% si è dovuto rivolgere alle strutture del credito per avere mutui o fidi bancari. Significativa anche la percentuale di coloro che hanno avuto prestiti da familiari o da amici. Soltanto il 2,8% ha beneficiato di agevolazioni pubbliche (per il 50% in virtù della normativa sulla imprenditoria femminile). Riguardo all’ innovazione tecnologica, solo il 38% delle imprenditrici la considera un fattore importante di sviluppo, mentre un 36% non mostra alcun interesse.

Comments are closed.