DIRITTI. Lunaria, Libro bianco sul razzismo: “In atto pericoloso processo di legittimazione”

Il razzismo in Italia non è un’emergenza ma un fatto sociale sempre più diffuso, non una somma di "casi isolati" ma un quadro di violenze che negli ultimi mesi hanno visto nuovi picchi di aggressività. È quanto testimonia il Libro bianco sul razzismo in Italia, un lavoro collettivo presentato oggi a Roma dall’associazione Lunaria. Il primo consiglio dell’associazione è di partire dalla fine del libro, che raccoglie una sintesi dei casi di razzismo riportati sulla stampa e sui media dal primo gennaio 2007 al 15 aprile 2009: il monitoraggio restituisce 319 casi con un’escalation delle violenze fisiche. Per Lunaria, "negli ultimi anni si è creato un processo molto pericoloso di legittimazione del razzismo": è quanto afferma Grazia Naletto, vice presidente dell’associazione, fra gli autori del rapporto.

"Il razzismo in Italia – si legge nella presentazione dello studio – non è ormai più un’ "emergenza", nel senso che è quotidiano e diffuso da tempo in tutte le aree del paese. Eppure, dovrebbe allarmarci la facilità con la quale tendiamo ad abituarci alla sua presenza accettandolo come un fatto sociale ordinario". Una deriva nella quale pesano, per gli autori, un processo di legittimazione del razzismo che vede la responsabilità diretta delle istituzioni, dei discorsi politici, della legislazione, in un circolo vizioso che accumuna discorsi discriminatori, rappresentazioni mediatiche e xenofobia popolare.

Il monitoraggio restituito dalla stampa parla di 119 violenze riscontrate nel 2007, 124 nel 2008 e ben 76 dal primo gennaio al 15 aprile di quest’anno, con molte violenze fisiche. I principali autori sono semplici cittadini o gruppi ignoti, le vittime sono immigrati e profughi (203) seguiti da rom (83), ebrei (13) e musulmani (20). Ma, al di là dei numeri, sono le storie quelle che contano e la narrazione che viene restituita dai media, coinvolti in un processo che tende a far passare una idea criminalizzante degli stranieri.

Afferma Grazia Naletto: "Negli ultimi anni si è creato un processo molto pericoloso di legittimazione del razzismo. Negli ultimi due anni c’è stata una evoluzione in crescita dei casi di razzismo vero e proprio. Le violenze fisiche sono in aumento". Alla discriminazione e alla violenza verbale si è aggiunta sempre di più la violenza fisica. Nel Libro bianco si chiama in causa direttamente il "razzismo istituzionale", veicolato da una politica che "introduce – continua Naletto – elementi esplicitamente discriminatori". Un caso emblematico è rappresentato, in questo contesto, dalla stessa scelta di collocare le nuove norme sull’immigrazione all’interno del pacchetto sicurezza.

Annamaria Rivera, docente di Etnologia all’Università di Bari, fra gli autori del Libro, parla di "circolo vizioso del razzismo". In Italia, a differenza di altri paesi, "un elemento è specifico e allarmante", ed è "il fatto che si sia realizzata la saldatura fra razzismo istituzionale e xenofobia popolare". Pesano i discorsi e le azioni dei partiti, la rappresentazione del sistema mediatico, la forme di xenofobia che salgono da quartieri metropolitani una volta operai, nei quali si assiste a vere e proprie spedizioni punitive. E nel caso italiano c’è, secondo Rivera, "la contraddizione fra la percezione e la rappresentazione della gravità della situazione in Italia da una parte, e dall’altra la continua banalizzazione del razzismo condotta sia da parte di chi governa sia da alcuni organi di informazione". Viene chiamata in causa direttamente la Lega Nord, che per la docente ha assunto un ruolo "di tutto rilievo" in tale processo di banalizzazione e minimizzazione, attraverso il ricorso a "un lessico e discorsi apertamente razzisti". E in tale circolo vizioso, dove contrasta la banalizzazione degli eventi con il quotidiano verificarsi di discriminazioni e aggressioni, un ruolo decisivo è svolto dalla legislazione, che ha assunto "un carattere persecutorio".

di Sabrina Bergamini

 

 

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