DIRITTI. Marcia Perugia-Assisi, un appello alla pace dei popoli e tante proposte alla politica

Sono passati 50 anni dalla prima Marcia della pace Perugia-Assisi lanciata il 24 settembre 1961 da Aldo Capitini per la fratellanza dei popoli; e lo spirito di quest’iniziativa è più che mai vivo. Nella giornata di ieri, 25 settembre, più di 200.000 persone hanno preso parte al corteo di 20 chilometri per lanciare un nuovo e accorato appello per la pace dei popoli e per il rispetto del primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che proclama: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".

La Marcia Perugia-Assisi chiede alla politica di fare azioni concrete per assicurare "tutti i diritti umani per tutti" a livello nazionale e internazionale. L’appello all’agenda politica è accompagnato da alcuni principi, proposte e impegni: il primo dei 6 principi è quello contro la guerra, verso cui si spendono 1.6 trilioni di dollari all’anno. Bisogna passare dalla sicurezza militare alla sicurezza umana, dalla sicurezza nazionale alla sicurezza comune.

Secondo principio: rovesciare le priorità della politica e dell’economia, mettendo al centro le persone e i popoli con la loro dignità, responsabilità e diritti. Gli altri principi proclamati dalla Marcia Perugia-Assisi sono quelli della nonviolenza, della solidarietà e cooperazione, della giustizia.

Proposte e impegni: garantire a tutti il diritto al cibo e all’acqua; promuovere un lavoro dignitoso per tutti (un miliardo e duecento milioni di persone lavorano in condizioni di sfruttamento); investire sui giovani, sull’educazione e sulla cultura; difendere i beni comuni e il pianeta; promuovere il diritto a un’informazione libera e pluralista. Infine, l’appello è alla costruzione di società aperte e inclusive. Priorità che devono essere portate avanti da ogni persona, a livello locale, nazionale e globale, in Europa come nel Mediterraneo. Per realizzarle c’è bisogno di agire insieme con una strategia comune e la consapevolezza di avere un obiettivo comune.

 

 

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