DIRITTI. Migliorare l’accesso all’acqua e ai servizi. Gli impegni del Forum mondiale dell’acqua

L’acqua è un bene di tutti, ma non ancora un diritto. Per questo è prioritario migliorare l’accesso a questa risorsa e ai servizi igienico-sanitari, di cui ancora 2,5 miliardi di persone nel mondo sono del tutto prive. Con questo impegno si è concluso ieri, 22 marzo, il V Forum mondiale dell’acqua svoltosi a Istanbul. La città turca ha riunito, per una settimana, oltre 25.000 persone, capi di Stato e delegati provenienti da 155 Paesi; la dichiarazione di impegni è stata firmata da 95 ministri e vice-ministri.

Il documento finale ha sottolineato il carattere di "urgenza" nel combattere il problema, si è riconosciuto il diritto dell’avere "accesso" e di "un miglioramento delle condizioni igienico-sanitario", per compiere un importante "passo verso la diminuzione in tutto il mondo dei decessi legati alla scarsità d’acqua".

Nel frattempo in Italia si sta svolgendo un’analoga discussione sull "bene acqua" e sulla sua gestione. In molte parti del nostro Paese si stanno susseguendo proteste riguardo all’aumento delle bollette dell’acqua, conseguenza della privatizzazione.

"In pratica – si legge in un comunicato dell’Aduc, Associazione diritti utenti e consumatori – c’e’ stata una privatizzazione all’italiana. Il massimo vantaggio per il privato e il minimo per il consumatore e l’utenza". L’Aduc chiede di ripensare il modello di gestione e soprattutto gli usi della risorsa acqua. "L’81% viene utilizzata per usi irrigui (agricoltura), industriali ed energetici e solo la parte restante per usi civili, dei quali pochissimi per uso potabile". Dunque si dovrebbero pensare prezzi più bassi per l’uso civile e più alti per le restanti attività.

 

 

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