DIRITTI. Modena, una città a misura di bambini e adolescenti

Nel 2007 sarà inaugurato il nuovo asilo nido comunale di via Padovani a Modena con 50 posti. In futuro, inoltre, saranno aumentati i posti in convenzione di circa 30 unità e si valuterà anche la possibilità di un accordo con i privati per l’apertura di un nido, confermando quindi un approccio integrato tra pubblico e privato nell’offerta dei nidi d’infanzia che – già quest’anno – ha garantito l’ammissione ai nidi praticamente di tutti i bambini di età compresa tra i 2 e i 3 anni. Sarà poi assicurato l’impegno della totale copertura della richiesta di centri e soggiorni estivi, l’apertura di due nuove ludoteche e la conferma dei quattro mercatini annuali dei ragazzi. Lo ha ricordato l’assessore all’Istruzione Adriana Querzè nel corso del Consiglio comunale dedicato alla presentazione delle linee di indirizzo per le politiche per l’infanzia e l’adolescenza, approvate al termine della seduta con il voto favorevole della maggioranza e il voto contrario dell’opposizione.

Tre gli obiettivi di fondo delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza: accompagnare i bambini e i ragazzi nella ‘normalità del crescere’ e nella realizzazione del progetto di vita, contribuire alla qualificazione dei loro contesti di vita quotidiana e offrire opportunità che favoriscano lo sviluppo delle proprie potenzialità. Nel dettaglio, si punta a garantire ai bambini da 0 a 6 anni il diritto all’educazione e all’istruzione, mentre l’impegno per la fascia 6 – 18 è per il raggiungimento del successo formativo e per la riduzione del disagio e della dispersione scolastica. Nello stesso contesto si punterà ad un maggiore coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica, favorendo anche l’eterogeneità e l’incontro delle differenze tra bambini.

Il gioco infantile sarà sempre più valorizzato e inteso come una forma di apprendimento e relazione e saranno create occasioni istituzionali di ascolto e partecipazione dei ragazzi: "L’Amministrazione Comunale intende impegnarsi per un rilancio culturale e progettuale di queste politiche – ha dichiarato l’assessore – partendo da un quadro di riferimento da cui emerge che il Comune di Modena già da tempo si è dotato di un sistema qualificato di servizi per l’infanzia, supporta le scuole autonome nella loro azione di garanzia del diritto all’educazione e all’istruzione, fornisce opportunità di aggregazione, gioco, apprendimento informale e promuove azioni a sostegno della cittadinanza e della partecipazione dei ragazzi. Per il futuro ci si muoverà in una logica di integrazione dei servizi presenti, coordinandoci con il privato, il privato sociale, il volontariato e con iniziative dei cittadini, puntando allo cosiddetta sussidiarietà orizzontale per rispondere ai bisogni sempre più complessi, centrati sui diritti dei cittadini in età evolutiva".

Adriana Querzè ha individuato quattro ambiti politici su cui intervenire, a cui saranno collegate una serie di azioni concrete. Il primo è quello delle "responsabilità genitoriali e sviluppo del capitale sociale". In questo caso si favorirà la partecipazione dei genitori alla gestione sociale dei nidi e delle scuole d’infanzia, valorizzando e coinvolgendo i genitori stranieri, garantendo anche il sostegno finanziario all’elaborazione e realizzazione dei progetti delle scuole. Il secondo riguarda i servizi educativi da 0 a 3 anni, tema rispetto al quale – oltre alle iniziative già citate sui nidi – si studieranno anche proposte di nuovi servizi per fornire risposte pertinenti e innovative. Il terzo settore politico sarà quello dell’accompagnamento nei processi di crescita in ambito scolastico, per il quale si prevedono azioni di sostegno per l’integrazione scolastica dei disabili e degli stranieri, oltre che di supporto ai processi di scolarizzazione degli alunni nomadi, con
l’obiettivo del mantenimento nel sistema di istruzione o formazione fino al diciottesimo anno. In questo contesto sarà rinnovato l’Accordo Distrettuale per l’integrazione degli alunni in situazione di handicap, sarà dato supporto ai corsi di arabo organizzati dalle scuole e si andrà ad un confronto con la Consulta stranieri per la condivisione delle politiche scolastiche per alunni migranti.

Infine, sul piano delle "opportunità della città educativa per bambini e adolescenti", saranno promossi l’autonomia, la socialità, il gioco e la socializzazione. Su questo fronte, oltre agli impegni di copertura totale della richiesta di centri e soggiorni estivi, l’apertura di due nuove ludoteche e la conferma dei quattro mercatini annuali dei ragazzi, sarà garantito il supporto al Consiglio Circoscrizionale dei Ragazzi della Circoscrizione 2 e al laboratorio Studenteattivo della Circoscrizione 1: "Ci impegneremo ad operare in modo intersettoriale – ha concluso Adriana Querzè – integrando le politiche educative, sociali, giovanili, ambientali, le politiche per la salute, l’urbanistica e la mobilità per definire proposte per bambini e ragazzi "interi" e non percepiti di volta in volta in modo segmentato come alunni, pazienti, minori disagiati. Favoriremo anche occasioni di scambio fra competenze politiche e amministrative, professionali e tecniche perché ogni approccio è parziale e solo l’incrocio dei saperi consente di affrontare problematiche multidimensionali e complesse. Daremo continuità agli interventi attraverso servizi innovativi o servizi già esistenti e lavoreremo per diffondere nella città la cultura dell’infanzia e dell’adolescenza perché la comprensione di queste età della vita diventi nuovamente patrimonio della comunità e si inverta la tendenza a delegarne il "trattamento" a specialisti, pur senza nulla togliere alla loro funzione nei casi che lo richiedano".

 

 

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