DIRITTI. Niente crocifisso nelle aule, Governo non è d’accordo e annuncia ricorso

Arriva immediata la reazione del Governo italiano alla pronuncia odierna della Corte Europea dei diritti dell’uomo in merito alla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche. Secondo la Corte di Strasburgo la presenza obbligatoria del crocifisso in classe lede il diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni e dunque ledono il diritto dei bambini alla libertà di religione.

Dal Governo risponde il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini che spiega: "La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d’Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi. Nel nostro Paese nessuno vuole imporre la religione cattolica – continua Gelmini – e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. E’ altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità. La nostra Costituzione inoltre riconosce, giustamente, un valore particolare alla religione cattolica. Non vorrei che alcune norme a cui si rifanno i giudici della Corte di Strasburgo fossero in contrasto con il nostro dettato costituzionale. Non è eliminando le tradizioni dei singoli paesi che si costruisce un’Europa unita, bisogna anzi valorizzare la storia delle nazioni che la compongono. Per questi motivi, secondo me il crocifisso rappresenta l’Italia e difenderne la presenza nelle scuole significa difendere la nostra tradizione".

Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola commenta così: "Il crocefisso è un simbolo universale di amore, di mitezza e di pace. Impedirne l’esposizione è una violenza ai sentimenti profondi del popolo italiano e di tutte le persone di buona volontà. Il Governo ha già fatto ricorso contro la sentenza della Corte di Strasburgo. E io spero che tutti, anche i non credenti o coloro che professano un’altra religione, comprendano che il crocefisso simboleggia la fraternità e l’accoglienza verso tutti gli uomini e dunque non si sentano disturbati dalla sua presenza".

Dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali risponde il Sottosegretario Eugenia Roccella. "Il crocifisso non è solo un simbolo religioso, ma, come ha affermato il Consiglio di Stato italiano esprimendosi proprio su questo caso, appartiene al patrimonio culturale identitario del nostro Paese. Rimuoverlo dalle aule non aiuta la crescita di un atteggiamento laico e aperto fra i nostri studenti, ma rischia di portare all’indebolimento della consapevolezza della storia italiana ed europea e della capacità di interpretarla criticamente e laicamente".

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