DIRITTI. Oggi Giornata Stati Vegetativi. Fra le polemiche

A due anni esatti dalla morte di Eluana Englaro – una vicenda dolorosa che ha fatto esplodere in Italia la necessità di arrivare a una qualche forma di regolamentazione che tuteli e riconosca i diritti dei malati in stato vegetativo – si svolge oggi la I Giornata nazionale sugli Stati Vegetativi, istituita dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 novembre scorso. La Giornata si svolgerà il 9 febbraio di ogni anno e per l’occasione, informa il Ministero della Salute, "le Amministrazioni pubbliche e gli Organismi di volontariato si impegnano a promuovere, attraverso iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, l’attenzione e l’informazione su questo tipo di disabilità che coinvolge oltre al malato, in maniera assai rilevante, i familiari". Si tratta però di un’iniziativa fortemente contestata, a partire dalla stessa data scelta.

Dal Ministero della Salute si sostiene che l’intenzione è quella di "aprire un confronto fra le più recenti acquisizioni scientifiche e assistenziali, porre la riflessione sulle normative riguardanti i temi dello Stato Vegetativo e degli Stati di Minima Coscienza, dare ascolto alle Associazioni che sostengono le persone e le famiglie che si trovano in tali condizioni". Ha detto il ministro Ferruccio Fazio: "Le persone in Stato vegetativo nel nostro Paese sono molte. Il Governo si è attivato subito per realizzare le speciali Unità di assistenza per gli Stati vegetativi al fine di garantire interventi e servizi nella fase acuta, in quella post-acuta, nella situazione persistente con esiti, favorendo in particolare il ritorno nel nucleo familiare per i soggetti giovani. Abbiamo definito progetti riabilitativo personalizzati e stiamo programmando servizi di assistenza domiciliare con personale specialistico. Bisogna insomma assicurare la presa in carico globale della persona nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali. In questo contesto è fondamentale il ruolo delle reti associative, dei familiari, del privato sociale".

Ma l’iniziativa si presta facilmente alle critiche. Afferma la senatrice Radicali-Pd Donatella Poretti: "Nella migliore delle ipotesi è una operazione di cattivo gusto la scelta della data della morte di Eluana Englaro per la Giornata nazionale sugli stati vegetativi. Nella peggiore, e temo sia anche la più realistica, è una operazione strumentale che il Governo avrebbe dovuto evitare e in caso lasciare ai singoli pasdaran "pro life forzata". Nel bel mezzo di una politica che a parole propugna una visione etica e nei fatti ne realizza altra, sarebbe stato bello almeno oggi tacere e lasciare a ciascuno a riflettere sulle proprie decisioni e sulla libertà di poterle prendere almeno sul proprio corpo". Poretti critica anche le modalità – la direttiva del presidente del Consiglio alla vigilia della ripresa del dibattito sul biotestamento – con la quale è stata istituita la Giornata, che "offre l’immagine devastante di un corpo ostaggio dello Stato, ancor peggio del Governo di turno, che decide al posto della persona e non nel rispetto della persona".

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