DIRITTI. Parlamento Ue rimanda la proposta di direttiva sui “consumer rights”

Il Parlamento europeo ha rimandato la decisione sulla proposta di direttiva sui "consumer rights", i diritti dei consumatori, perché vuole pensarci ancora su. L’adozione della risoluzione è stata posticipata al nuovo Parlamento, ma nel frattempo gli eurodeputati chiedono approfondimenti sull’impatto che la direttiva avrà a livello nazionale.

In particolare i parlamentari chiedono alla Commissione Ue di fare, in collaborazione con gli Stati membri, un’analisi degli effetti concreti della politica dei consumatori in ogni Paese. Si chiede, inoltre, di chiarire l’interconnessione tra la proposta di direttiva e la legislazione comunitaria già esistente, soprattutto in materia di pratiche commerciali sleali, di commercio elettronico e di servizi.

Gli eurodeputati sollecitano ancora la Commissione Ue a dimostrare chiaramente i benefici e i costi di questa proposta, indicando gli approcci da avere in futuro. Infine, il Parlamento Ue auspica che ci sia un dialogo aperto tra gli stakeholder e le istituzioni europee, per raggiungere il consenso sulle misure necessarie a produrre vantaggi sia ai consumatori sia alle aziende.

A fine marzo il Beuc, l’organizzazione dei consumatori europei, ha diffuso sul suo sito la sua posizione rispetto alla proposta di direttiva sui diritti dei consumatori, che non si discosta di molto dalla posizione assunta oggi dal Parlamento Ue. "La Commissione purtroppo – si legge nella nota del Beuc – non è riuscita ad avere un approccio a lungo termine soprattutto riguardo alle necessità dei consumatori nell’ambito delle tecnologie digitali e riguardo alle risorse da investire per raggiungere gli obiettivi di una politica per i consumatori europea sostenibile".

 

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