DIRITTI. Quirinale, 14mila lettere su caso Englaro. “Legge condivisa su testamento biologico”

Sul caso Englaro sono arrivati alla Presidenza della Repubblica quasi quattordicimila tra lettere, email, fax e telegrammi e 280 plichi con testamenti biologici personali. A renderlo noto è il Quirinale sul suo sito internet, nel quale viene pubblicata una "Comunicazione" di risposta nella quale il presidente della Repubblica sottolinea la necessità di arrivare a una normativa "il più possibile condivisa, che tenga conto del dovuto equilibrio tra i beni costituzionali coinvolti".

"In relazione alla dolorosa vicenda di Eluana Englaro, la Presidenza della Repubblica ha ricevuto, sino a questa mattina, 13.968 messaggi tra lettere, mail, fax e telegrammi – si legge nella comunicazione del Quirinale – Il numero eccezionale di coloro che hanno voluto esprimere un parere sulla vicenda, con valutazioni e considerazioni di segno diverso, mostra quanto essa abbia toccato nel profondo la sensibilità degli italiani. Nell’impossibilità di rispondere direttamente e personalmente a ognuno, la Presidenza della Repubblica intende esprimere comunque un ringraziamento a tutti per il contributo offerto e per lo spirito di partecipazione democratica che li ha animati". Sono inoltre arrivati, continua il Quirinale, 280 plichi con testamenti biologici personali: "Pur comprendendo l’intenzione dei firmatari, si deve precisare che queste comunicazioni non possono essere intese che come manifestazioni di sensibilità personale, dato che alla Presidenza della Repubblica non compete alcuna funzione al riguardo, né la responsabilità di conservarle".

"Attualmente – conclude il Quirinale – è in corso nel Parlamento italiano l’esame di varie proposte di legge sul "testamento biologico", e di fronte a tale processo il Presidente della Repubblica intende mantenere un atteggiamento di rigoroso riserbo nel rispetto dell’attività e delle scelte delle Camere. Resta comunque fermo l’auspicio, più volte espresso dal Presidente, che su tale normativa si arrivi ad una decisione, il più possibile condivisa, che tenga conto del dovuto equilibrio tra i beni costituzionali coinvolti".

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