DIRITTI. Richiedenti asilo, ANCI: potenziare accoglienza tramite Sistema di protezione SPRAR

Richiedenti asilo e rifugiati: si discute sulle modalità di accoglienza in Italia e sulle disparità che emergono a livello europeo, dove ancora non c’è uniformità di procedure. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha chiesto ieri una revisione del sistema dell’accoglienza che comprenda anche i richiedenti asilo e i rifugiati, affermando che "ci sono dei rifugiati politici a Roma che vengono ospitati da strutture convenzionato con il ministero dell’Interno per 72 euro al giorno, come un albergo almeno a tre stelle. Poi ci sono realtà in cui si riesce a fare assistenza a 12 o 19 euro. Una ridefinizione di queste situazioni ci può permettere di trovare risorse per intervenire”. La richiesta, fatta in occasione di un vertice con il Ministro dell’Interno, viene giudicata positivamente da Flavio Zanonato, vicepresidente dell’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) con delega all’immigrazione.

Commenta infatti Zanonato: "Come sosteniamo da tempo oggi in Italia abbiamo diversi sistemi paralleli di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, con costi molto diversi tra loro e soprattutto diversi standard di accoglienza. Uno di questi – spiega – è il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), che è sicuramente un fiore all’occhiello non solo in Italia, ma anche in Europa. Il Sistema oggi ha a disposizione 3.000 posti, organizzati in piccole strutture disseminate in 130 Comuni in tutta Italia, che permettono di costruire percorsi di integrazione adeguati a ciascuna persona o famiglia, garantendo allo stesso tempo un impatto sostenibile per i territori che scelgono di far parte della rete. Il problema è che è sottodimensionato. Abbiamo liste d’attesa molto lunghe, circa 1.000 persone l’anno scorso non sono riuscite ad accedere al Sistema". La richiesta del vicepresidente ANCI è dunque quella di potenziare il sistema SPRAR attraverso la costruzione di un sistema di asilo nazionale unico.

E in tema di asilo, complessa è la situazione anche a livello europeo. La Commissione europea ha infatti individuato carenze nelle norme comuni in vigore: "L’obiettivo di creare parità di condizioni nelle procedure di asilo non è stato pienamente conseguito. Alcune delle disposizioni facoltative e delle deroghe previste dalla direttiva hanno contribuito alla proliferazione di regimi divergenti nei vari paesi dell’UE: di conseguenza, le garanzie procedurali variano molto tra gli Stati membri. Il problema riguarda soprattutto le disposizioni sulle procedure accelerate, sul "paese di origine sicuro", sul "paese terzo sicuro", sui colloqui personali, sull’assistenza legale e sull’accesso a un mezzo di impugnazione efficace".

Ha commentato Cecilia Malmström, Commissario per gli Affari interni: "Le procedure nazionali in materia di asilo sono ancora molto divergenti e le norme in vigore non sono in grado di impedire errori amministrativi: chiedo al Parlamento europeo e al Consiglio di adottare le modifiche che la Commissione ha proposto nel 2009 proprio per rimediare a questa situazione. La Commissione continuerà a esaminare e seguire tutti i casi in cui sono emersi problemi di attuazione, in modo da garantire la corretta applicazione della direttiva, in particolare per quanto riguarda il rispetto del principio di non-refoulement e degli altri diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nonché per ridurre i margini di divergenza".

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