DIRITTI. UE contro stupro e violenza sulle donne: tutti i Paesi devono riconoscerli come crimini

Da Bruxelles arriva una stangata alla violenza di genere. Una risoluzione appena approvata dal Parlamento Europeo chiede che lo stupro e altre forme di violenza sessuale contro le donne vengano riconosciuti come crimini in tutti i paesi dell’UE, portando così alla persecuzione d’ufficio automatica. Le donne europee, infatti, non sono garantite contro la violenza maschile tutte allo stesso modo; in alcuni Stati membri, lo stupro non è trattato come un reato di Stato. A volte pratiche culturali, tradizionali o religiose vengono utilizzate come attenuanti in casi di violenza contro le donne (ad esempio nei "delitti d’onore").

Il Parlamento chiede che tutti gli Stati membri riconoscano come reati la violenza sessuale e lo stupro a danno di donne, in particolare all’interno del matrimonio e di relazioni intime non ufficializzate e/o se commessi da parenti maschi. La risoluzione chiede inoltre una direttiva dell’Unione europea contro la violenza basata sul genere.

Secondo il documento il 20-25% delle donne in Europa ha subito atti di violenza fisica almeno una volta nella vita adulta, e più di un decimo ha subito violenza sessuale che coinvolge l’uso della forza. I parlamentari chiedono che anche lo "stalking" venga considerato come una forma di violenza contro le donne e diventi oggetto di norme in tutti gli Stati membri.

Infine, l’UE dovrebbe predisporre un quadro giuridico che accordi alle donne migranti il diritto di custodire personalmente il proprio passaporto e il proprio permesso di soggiorno e che consenta loro di ritenere penalmente responsabile chiunque s’impadronisca di tali documenti. I deputati chiedono standard minimi per assicurare che le vittime della violenza possano beneficiare del parere di un medico legale e dell’accesso al patrocinio che consenta loro di far valere i propri diritti in tutta l’Unione. E tutti gli Stati membri devono fornire una dimora sicura e strutture di assistenza ogni 10.000 abitanti per le vittime della violenza di genere.

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