DIRITTI. Ue: legge italiana discrimina i disabili sul lavoro

La Commissione europea ha inviato oggi pareri motivati all’Italia e alla Germania per scorretto recepimento delle norme comunitarie che vietano la discriminazione basata su religione o convinzioni personali, handicap, età o tendenze sessuali in materia di occupazione e condizioni di lavoro. Le direttive comunitarie sono state adottate all’unanimità dagli Stati membri nel 2000 e l’Italia avrebbe dovuto recepirle nella propria legislazione nazionale entro la fine del 2003.

Nel parere motivato inviato all’ Italia, la Commissione ha sostenuto che:

  • la direttiva impone ai datori di lavoro l’obbligo generale di provvedere a una sistemazione ragionevole per le persone disabili. La legislazione italiana contiene disposizioni volte a facilitare il lavoro di queste persone, ma riguardanti solo certi disabili e non tutti;
  • la legislazione italiana stabilisce una condizione speciale di "gravità" per l’inversione dell’onere della prova, il che va oltre le prescrizioni della direttiva comunitaria.

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