DISABILI. Abbattiamo le barriere nello sport: Olimpiadi aperte a tutti

Il caso dell’atleta Oscar Pistorius, escluso da Pechino 2008, ha aperto il dibattito sul binomio sport e disabilità. Per parlare dell’argomento, il 31 luglio prossimo a Roma si terrà l’incontro "Per uno sport senza barriere, una olimpiade per tutti". Prenderanno parte alla discussione, organizzata dal FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche), diverse personalità della politica, dello sport e dei media.

La conferenza-dibattito prende spunto dalla vicenda di Pistorius, quattrocentista disabile che corre con arti inferiori artificiali. Come noto, l’atleta sudafricano è stato escluso dai mondiali di Osaka e dai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Il FIABA ha manifestato piena solidarietà al caso, facendone un simbolo della discriminazione tuttora perpetrata ai danni dei soggetti portatori di handicap. "L’abbattimento di tutte le barriere – dichiara il FIABA – che impediscono la piena attuazione dei diritti fondamentali è un’opera di civiltà più che mai attuale nel 2007, proclamato Anno Europeo per le Pari Opportunità. In questo senso pur nel rispetto dei regolamenti e delle ricerche che la Federazione Internazionale di Atletica Leggera sta compiendo, è doveroso trasmettere un segnale di modernità che possa permettere a chiunque di utilizzare al massimo le proprie potenzialità, nell’ottica di un più completo utilizzo della diversità, la risorsa insita in tutti gli individui".

Giù ogni tipo di barriera culturale e psicologica, oltre che architettonica. Tutti hanno diritto di vivere a pieno la propria esistenza, partecipando alla vita sociale, lavorativa e sportiva. E’ il parere del Presidente di FIABA Giuseppe Trieste, vincitore di tre medaglie d’oro, una d’argento e tre di bronzo nelle Olimpiadi 1972, ’76, ’80, pioniere dello sport per disabili in Italia, nonché promotore con l’On. Dorina Bianchi dell’OPAF, Osservatorio Parlamentare Accessibilità e Fruibilità. Secondo Trieste è ingiusto fare ancora distinzione tra Olimpiadi e Paraolimpiadi e dunque fra atleti normodotati e atledi disabili.

E’ necessaria "nel terzo millennio – afferma Trieste – l’unificazione dei Giochi Olimpici, in quanto non possono esistere due Olimpiadi, una con cinque cerchi ed una con tre. Un’ Olimpiade per tutti gli atleti sarebbe un esempio significativo di unità in un mondo ancora troppo ostile e diviso, un segno universale di uguaglianza e fratellanza di una solidarietà senza frontiere e senza barriere culturali". "Le prime Olimpiadi – conclude il presidente del FIABA – nacquero nel primo millennio per fermare le ostilità tra gli uomini e come le Olimpiadi moderne si sono sviluppate in risposta ai conflitti mondiali, quelle future si possano distinguere per la capacità di trasmettere un messaggio di pace, di pari opportunità e di unificazione tra i popoli".

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