DISABILI. Corsi per l’insegnamento di sostegno nelle scuole, la denuncia della Fish

Succede in Sicilia. Secondo la normativa vigente, a seguito di un aggiornamento del 2003, solo le Università possono gestire corsi di specializzazione per l’insegnamento di sostegno ai disabili nelle scuole. Ma in Sicilia, a Patti (Me), il 7 maggio, prendono il via corsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico unici in Italia, gestiti cioè da un ente privato: la Cooperativa Istituto Walden Arl, con sede a Belpasso (Catania).

"Tali corsi – denuncia la Fish, la Federazione Italiana Superamento Handicap – sono stati regolarmente autorizzati da una Sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, pur in presenza di una dichiarazione ufficiale del Ministero dell’Università, condivisa da quello della Pubblica Istruzione, secondo cui i titoli di specializzazione che verranno rilasciati non saranno validi ai fini dell’inserimento nelle graduatorie per le supplenze e le immissioni in ruolo". Con la prospettiva di un contenzioso tra i possessori dei titoli rilasciati dall’ente privato – forti della sentenza, ma dichiarati "illegittimi" dal Ministero dell’Università e da quello della Pubblica Istruzione – e i possessori dei titoli rilasciati dalle Università, per l’inserimento nelle graduatorie per le supplenze e in quelle permanenti ai fini delle immissioni in ruolo.

Una situazione venutasi a creare in seguito ad un’iniziativa dell’ente privato catanese che nel 1995 aveva richiesto all’Assessorato Regionale alla Cultura l’autorizzazione per gestire corsi di specializzazione, secondo la normativa allora vigente; ma l’Assessorato l’aveva negata, per motivi riconosciuti illegittimi dal TAR di Catania e in seguito – in via definitiva – dal Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana nel 2006, il quale anzi ha nominato un commissario ad acta per l’avvio dei corsi. Tutto ciò senza tener conto che dal 2003 la normativa è cambiata e consente solo alle Università la gestione dei corsi di specializzazione per il sostegno. Lo stesso ente di formazione che promuove i corsi potrebbe essere destinatario di cause per risarcimento danni.

La denuncia di Pietro Barbieri, presidente Fish, è forte: "Ad andarci di mezzo non saranno solo i poveri cristi che intraprenderanno infinite cause con costi altissimi, ma anche gli studenti con disabilità i quali vedranno aumentare attorno a loro la girandola di docenti di sostegno, che si succederanno ad ogni nuova causa, col degrado crescente della qualità dell’integrazione scolastica". Ecco perché la Fish e le associazioni ad essa aderenti hanno deciso di mobilitarsi, invitando ad inviare fax, e-mail e telegrammi ai due ministri interessati, Giuseppe Fioroni – ministro della Pubblica Istruzione – e Fabio Mussi, titolare del Dicastero dell’università e Ricerca, oltre che all’Assessorato alla Cultura della Regione Siciliana, affinché possano trovare una soluzione giuridico-politica che eviti tanto danno alle persone.

La Fish, tuttavia, non si limita alla mobilitazione. Ma propone che le istituzioni interessate si impegnino a facilitare la stipula di convenzioni tra le università siciliane e l’ente privato, secondo quanto espressamente previsto dalla Legge 104/92 (articolo 14, comma 4), in modo che l’ente stesso possa gestire, tramite l’Università, "corsi in tal modo sicuramente legittimi e sottratti a contenziosi di ogni genere, nell’interesse di tutti".

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