DISABILI. Disponibile solo il 50% dei posti riservati. La denuncia dell’AISM

Poco più del 50% (84.000 su circa 150.000) dei posti di lavoro riservati per legge ai disabili nelle aziende sono realmente disponibili, i disabili iscritti alle liste di collocamento, sono oltre 556.000, per la maggioranza al Sud (63%) e nel 2003 471.000 disabili erano in cerca di occupazione (dati Ministero del Lavoro). Sono alcuni dei dati emersi in un incontro in Campidoglio in occasione della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla (13-21 maggio), che quest’anno l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) ha voluto dedicare al tema del lavoro, condividendo un percorso comune con la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH).

Oltre la metà dei disabili italiani occupati risiede al Nord (51,6%), molto meno al Centro (18,4%) e al Sud (35,6%). Al Sud, osserva l’AISM, le donne risultano doppiamente discriminate, in quanto donne e in quanto disabili. E rischiano di più se sono 35-50enni vedove o separate, per le quali il lavoro spesso diventa un’utopia. E per chi un lavoro ce l’ha, denuncia l’AISM, i problemi non sono finiti: barriere architettoniche, scarsa propensione a utilizzare il lavoro domiciliare e il telelavoro, assenza di orari flessibili, scarso utilizzo di ausili e poco impegno nell’adeguamento della logistica del posto di lavoro che, tra l’altro, è previsto per legge.

Secondo un rapporto del Ministero del Lavoro del 2004 risulta che molte aziende in Italia eludono e aggirano la legge 68/99, nata per promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro, attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. Infatti su circa 150.000 posti di lavoro teoricamente riservati per legge ai disabili nelle aziende, quelli realmente disponibili sono 84.000.

Con troppa facilità le aziende chiedono l’esonero, indicando motivi gravi come crisi e esigenze di ridimensionamento. I controlli e le multe, appena 779 nel 2003, appaiono dunque inadeguati o insufficienti. Per risolvere questi e altri paradossi del mondo del lavoro nei confronti dei disabili AISM e FISH chiedono un intervento legislativo che riveda le regole per la concessione di richiesta di esoneri, cerchi di risolvere il problema delle persone con disabilità costrette a iscriversi alle liste di collocamento mirato unicamente al fine di percepire le forme previdenziali di carattere assistenziale, soprattutto ridefinisca le caratteristiche della ripartizione del Fondo salvaguardando gli interessi dei soggetti doppiamente svantaggiati perché risiedono in aree con maggiore carenza di servizi pur mantenendo il principio dell’effetto premiante della capacità d’investimento del singolo territorio.

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