DISABILI. Milano, nasce “L’Officina delle abilità” per costruire il futuro dei bambini

Un luogo dove costruire, giorno dopo giorno, il futuro dei bambini disabili. Un progetto rivolto a circa 20 minori selezionati dai reparti di neuropsichiatria infantile degli ospedali Sacco e Niguarda, in cui i piccoli impareranno a lavarsi, mangiare e vestirsi da soli, in spazi che ricostruiscono ambienti di vita. "L’Officina delle abilità", il nuovo centro socio-educativo per bambini con disabilità e le loro famiglie, realizzato presso l’istituto San Gaetano di Milano dall’associazione L’Abilità, vuole essere un servizio alla persona di nuova generazione, con modalità di collaborazione pubblico/privato sociale privato imprenditoriale finora inedite.

"L’Officina", finanziata dall’assessorato alla Salute del Comune e dalla Fondazione de Agostini, come hanno spiegato i promotori dell’iniziativa, mira a favorire l’inclusione sociale dei bambini disabili attraverso programmi personalizzati che li aiutino a rendersi autonomi nella vita di tutti i giorni. "Il nostro Centro sperimentale – ha spiegato Laura Borghetto, presidente dell’associazione L’Abilità – accoglie dal 3 marzo scorso 21 bambini disabili tra i due e i dieci anni, che sono stati selezionati dalle neuropsichiatrie infantili degli ospedali Sacco e Niguarda con cui collaboriamo".

Partendo da una valutazione delle potenzialità dei piccoli disabili, lo staff di specialisti ha creato per ciascuno di loro un progetto educativo condiviso con i servizi socio-sanitari, gli educatori scolastici e la famiglia. "Dopo questi primi due anni di sperimentazione – ha aggiunto Borghetto – faremo un primo bilancio della nostra attività e decideremo se potenziare il Centro per poi estendere l’iniziativa anche ad altre città".

La realizzazione dell’Officina (in via Mac Mahon, 92) a cui l’associazione L’Abilità (www.labilita.org), ha lavorato per quasi un anno, è stata finanziata dal Comune di Milano, che ha contribuito con circa 220 mila euro in due anni, e dalla Fondazione de Agostini, che ha donato circa 270 mila euro. "L’Amministrazione comunale prosegue nella sperimentazione di nuovi servizi destinati alle fasce di popolazione con problemi sociali, in particolare in quei settori dove, a una forte domanda, non corrisponde ancora un’adeguata risposta" ha spiegato l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. Il coinvolgimento sul piano scientifico di importanti aziende ospedaliere milanesi, come il Sacco e il Niguarda, ha l’obiettivo di garantire il necessario supporto tecnico per la migliore riuscita del progetto.

"Questo progetto – ha concluso l’assessore Landi di Chiavenna – è importante perchè fornisce un sostegno concreto alle famiglie di bambini disabili, ma anche perchè realizza una modalità di collaborazione pubblico-privato che rappresenta la vera novità per lo sviluppo dei servizi alle persone. L’auspicio è che simili iniziative possano trovare una maggiore diffusione".

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