DISABILI. Milano, protesta contro tagli assistenza educativa all’Istituto Cardarelli-Massaua

E’ in corso a Milano una protesta di dirigenti, insegnanti e genitori contro i tagli dei fondi destinati all’assistenza educativa dei disabili dell’istituto comprensivo Cardarelli-Massaua (elementari e medie, rispettivamente in via Massaua 5 e in via Strozzi 11), frequentato in totale da 886 alunni di cui 37 con difficoltà e 24 con diritto all’assistenza.

Il preside Pietro Agapito e i genitori degli studenti dell’Istituto scolastico Cardarelli-Massaua – in una lettera inviata al Comune di Milano, all’Ufficio scolastico provinciale, all’assessore alla Scuola Mariolina Maioli e al Provveditorato – hanno denunciato, fra l’altro, che i finanziamenti per i progetti destinati a garantire l’integrazione scolastica degli alunni con bisogni educativi speciali, fra cui quello per l’assunzione di educatori, dal 2009 a quest’anno sono stati ridotti da 53.600 a 36.400 euro.

"Martedì ci sarà una riunione straordinario proprio per discutere la questione dell’esaurimento dei finanziamenti", ha dichiarato a Help Consumatori Massimiliano Prina, responsabile dell’Assemblea dei genitori della scuola elementare di via Massaua. Ovviamente, visto lo stato di avanzamento dell’anno scolastico 2009-2010, la somma destinata ai ragazzi più bisognosi di supporto è già stata abbondantemente spesa e la scuola si è trovata costretta a ridurre drasticamente (da 89 a 38 ore settimanali) l’orario della presenza degli educatori in classe.

Il dirigente scolastico ha richiesto agli uffici addetti l’erogazione di altri 40.300 euro per coprire questo capitolo di spesa almeno fino alla conclusione dell’anno scolastico in corso e ha denunciato che è stato azzerato il finanziamento che la Caldarelli-Massaua riceveva dal Ministero dell’Istruzione dal 2006 (94.000 euro).

"Spero che al più presto il Comune di Milano ci dica se e quanto verrà assegnato alla scuola per garantire l’assistenza agli alunni che ne hanno diritto, affinché si possa mettere fine a uno stato di agitazione che rischia di perturbare il normale andamento scolastico", ha concluso il preside Pietro Agapito.

di Flora Cappelluti

 

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