DISABILITA’. FISH: Ministero Istruzione ha messo embargo su presenza disabili nelle scuole

"Da oltre due anni il Ministero della Pubblica istruzione ha posto l’embargo su tutti i dati che riguardano i bambini e i ragazzi con disabilità presenti nelle scuole italiane: quanti sono, dove sono, quanti siano effettivamente gli insegnanti di sostegno, come siano composte le classi, il numero di alunni per classe e il numero di disabili per classe. Da due anni regna il buio". È la denuncia che arriva da Fish – Federazione italiana per il superamento dell’handicap, che rilancia l’interrogazione presentata qualche giorno fa dal deputato Maria Letizia De Torre (Pd).

Seguendo quando disposto dalla normativa sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, si legge nell’interrogazione, il Ministero dal 1992 ha sempre pubblicato una relazione sullo stato della situazione. "Negli ultimi due anni, però, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca – si legge nel testo – non ha più pubblicato tali dati, permettendo così che i mezzi di comunicazione di massa fornissero dati non sempre provenienti da fonti certe, creando una grande confusione presso l’opinione pubblica e sollevando le legittime lamentele delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie". Da qui la richiesta di avere una relazione completa sui dati nazionali relativi alla presenza di alunni disabili e al numero di docenti di sostegno nelle scuole.

La richiesta viene fatta propria da Fish, che ricorda come "il costante monitoraggio sulla qualità dell’inclusione scolastica è un obbligo previsto per legge e confermato dalla Convenzione ONU ratificata anche in Italia nel 2009. Un obbligo di chiarezza e trasparenza verso il Paese e verso lo stesso Parlamento che si attende una relazione annuale, non estemporanee dichiarazioni settimanali. Una condizione per poter programmare e correggere interventi e politiche".

L’associazione azzarda anche una spiegazione, niente affatto tranquillizzante: "Forse i dati esistono ma sono troppo destabilizzanti; forse mettono in evidenza il crollo del sostegno, il sovraffollamento delle classi, il numero elevato delle persone con disabilità. Di fronte al silenzio prolungato, le supposizioni sono le più grigie, anche perché alimentate da esperienze quotidiane non certo positive".

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