DIVERSABILITA’. Regione Lazio: norme per il diritto al lavoro

Si sono riunite, oggi, la Commissione Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanile e la Commissione Politiche Sociali della regione Lazio per discutere riguardo lo stato di attuazione delle norme per il diritto al lavoro dei disabili. Il confronto tra i due presidenti, rispettivamente Peppe Mariani, dei Verdi, e Maria Antonietta Grosso del PdCI, i consiglieri di maggioranza e di minoranza e l’Assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi, consente di voltare pagina riguardo l’inserimento al lavoro dei disabili. "Finalmente – dichiara Maria Antonietta Grosso – è stato posto l’accento e una diversa attenzione alla realizzazione di politiche attive in tema di diritto al lavoro per i disabili. Abbiamo precisato la necessità di richiedere alle aziende della nostra regione ed in particolare alle agenzie di "casa nostra", quelle collegate direttamente con noi, a che punto è il rispetto della legge 68 in favore dei disabili, quanti e con quali criteri sono stati assunti, quali sono le tutele, il sostegno e le politiche di formazione messe in cantiere.

Un vero e proprio monitoraggio – precisa il consigliere regionale – per avere il quadro esatto dello stato dell’arte e valutare eventuali correzioni al fine di corrispondere alle normative vigenti valorizzandole". Più dettagliatamente Peppe Mariani afferma che "dobbiamo iniziare a valutare il disabile non genericamente, come spesso affermato anche dal Presidente della Commissione Politiche Sociali, non per categorie, ma valutando le diversi situazioni di disabilità appunto al fine di favorirne un inserimento lavorativo adeguato e corrispondente ai diritti della persona, alle effettive capacità e potenzialità di ognuno. A metà febbraio, in un nuovo incontro con l’Assessore Tibaldi e la consigliera Brianti (Margherita), con la quale stiamo condividendo queste scelte, preciseremo il percorso pratico da rendere operativo". Quello che si sta decidendo, anche nel rispetto di un protocollo d’intesa tra regione e Stato, è iniziare a verificare e monitorare la situazione per poi trovare soluzioni adeguate.

"Abbiamo la necessità di produrre azioni che defiscalizzino e premino con incentivi – aggiunge Maria Antonietta Grosso – chi effettivamente favorisce l’inserimento di disabili nel mondo del lavoro e, al tempo stesso, penalizzare chi non rispetta le leggi". E Peppe Mariani aggiunge: "si sta lavorando anche per l’autocertificazione del disabile liberandolo dalle maglie della burocrazia, semplificando un disagio che corrisponde all’essere iscritti a liste della disoccupazione, dentro regole confuse, come se non fossimo dinanzi ad una priorità. Altra questione è comprendere che non possiamo più fare leggi a sostegno della disabilità se non sappiamo accompagnarle, in sede di finanziaria, con lo stanziamento di fondi adeguati per renderle funzionanti".

 

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