DIVERSABILITA’. Verso un’Europa senza barriere

La Commissione Europea ha adottato una strategia per abbattere le barriere che ostacolano la vita degli 80 milioni di cittadini europei con disabilità. Nell’Unione Europea una persona su sei presenta una disabilità da leggera a grave, e più di un terzo dei cittadini oltre i 75 anni sono portatori di disabilità che li limitano parzialmente. Si tratta di persone che non riescono, quindi, a partecipare pienamente alla vita sociale ed economica a causa di barriere fisiche o di altro tipo. Abbattere queste barriere è un dovere sociale, ed anche un’opportunità di mercato.

Uno studio realizzato dal Royal National Institute of the Blind del Regno Unito ha dimostrato che una catena di supermercati, dopo aver investito 35.000 sterline per rendere accessibile il proprio sito internet, ha registrato entrate supplementari di oltre 13 milioni di sterline all’anno. In Germania, un altro studio ha dimostrato che una maggiore offerta di strutture accessibili aumenterebbe gli spostamenti dei disabili, garantendo al settore turistico tedesco un aumento del fatturato compreso tra 620 milioni e 1,9 miliardi di euro.

La strategia adottata dalla Commissione punta ad offrire ai disabili la possibilità di esercitare i propri diritti in condizioni di parità rispetto agli altri cittadini e a rimuovere gli ostacoli che essi incontrano nella vita quotidiana. Le principali azioni previste sono:

  • l’iniziativa per l’accessibilità: applicare la standardizzazione e le norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato per rendere accessibili alle persone con disabilità tutti i beni e i servizi, incoraggiando un mercato dell’UE per i dispositivi assistiti ("Atto europeo per l’accessibilità"); sulla base di quanto è accaduto negli Stati Uniti, si prevede una notevole espansione di questo mercato nel prossimi anni;
  • la partecipazione: garantire che le persone con disabilità e le loro famiglie possano esercitare i diritti relativi alla cittadinanza europea in condizioni di parità grazie al riconoscimento reciproco delle tessere di invalidità e dei relativi diritti; facilitare l’impiego del linguaggio dei segni e del Braille per i cittadini dell’UE che esercitino i propri diritti elettorali o che entrino in contatto con le istituzioni dell’UE; promuovere la realizzazione in formato accessibile di siti web e materiale protetto da diritti d’autore, come ad esempio i libri;
  • il finanziamento: assicurare che i programmi dell’UE in settori che interessano le persone con disabilità prevedano la promozione di condizioni eque di lavoro per gli operatori sanitari professionisti e non professionisti, nonché lo sviluppo di piani per l’assistenza personale;
  • una maggiore cooperazione tra gli Stati membri e la società civile: promuovere un forum per lo scambio di dati e il coordinamento delle politiche, soprattutto per quanto concerne la trasferibilità dei diritti, come ad esempio il diritto all’assistenza personale;
  • la sensibilizzazione: accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica in materia di disabilità e accessibilità, ad esempio attraverso l’istituzione di un premio europeo per le città accessibili;
  • la raccolta e l’analisi di informazioni: migliorare le conoscenze sulle condizioni delle persone con disabilità in Europa e sulle barriere che esse incontrano nella vita di tutti i giorni, identificando e promuovendo al contempo le strutture di sostegno realizzate con successo dagli Stati membri a livello nazionale.

Tale strategia prevede una lista di azioni concrete e un calendario, e la Commissione presenterà periodicamente relazioni sull’andamento del progetto e sui progressi compiuti al fine di rispettare gli obblighi imposti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, di cui è firmataria.

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