Dall’Ue arriva una lista nera per le pubblicità ingannevoli

Da quando si sono poste all’attenzione europea le questioni della pubblicità ingannevole e delle pratiche commerciali sleali, il consumatore si sente più tutelato. Del 2005 e del 2006 sono le direttive comunitarie relative alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori e alla pubblicità ingannevole e comparativa. a distanza di oltre 3 anni però non risulta ancora una piena applicazione di tali direttive da parte di tutti gli Stati membri e per questo oggi, in seduta Plenaria, il Parlamento Ue ha voluto ribadire l’importanza della tutela del consumatore, soprattutto nelle transazioni transfrontaliere, in cui si incorre in errori o ritardi nella trasposizione delle direttive da parte di un Paese.

La relazione discussa dagli europarlamentari invita dunque gli Stati membri a trasporre correttamente la direttiva sulle prassi commerciali sleali che costituisce "una fonte fondamentale per lo sviluppo futuro di detta legislazione e per il pieno sviluppo delle potenzialità del mercato interno, lo sviluppo del commercio transfrontaliero e del commercio elettronico". Evidenziando chiaramente, in una "lista nera" quali sono le pratiche commerciali scorrette si ottiene un altro risultato importante: la protezione delle piccole e medie imprese che altrimenti non sopravviverebbero ad una concorrenza troppo aggressiva. Tutti i paesi dell’Ue dovrebbero poi, secondo gli europarlamentari, considerare la necessità di riconoscere ai consumatori il diritto di ricorso diretto.

Il Parlamento Ue propone alla Commissione di includere una "lista nera" anche per le pubblicità ingannevoli, estendendo eventualmente il campo di applicazione della direttiva sulle prassi commerciali sleali ai contratti tra imprese.

Risultati positivi sono stati ottenuti con le indagini a tappeto condotte a livello europeo dalla Commissione nell’ambito delle compagnie aeree e delle suonerie della telefonia mobile; queste costituiscono, si legge nella relazione, "un primo passo verso un migliore monitoraggio dell’attuazione e applicazione della legislazione sul mercato interno".

E’ quindi necessario realizzare "estesi controlli" a intervalli regolari e raccogliere dati sui settori chiave, sviluppando strumenti di controllo più efficaci. Per questo è positiva l’iniziativa della Commissione su una banca dati accessibile al pubblico contenente le misure adottate a livello nazionale per il recepimento delle direttive; si potrebbe realizzare un sito web che costituisca un "unico punto di accesso" attraverso il quale sia le aziende sia i consumatori possano ottenere informazioni sulla legislazione vigente negli Stati membri.

Per finire sono importanti le campagne d’informazione che sensibilizzano i consumatori in merito ai loro diritti, "garantendo loro una maggiore tutela contro le prassi commerciali sleali e la pubblicità ingannevole e comparativa".

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