Dalle associazioni un “no” al partito dei consumatori

Si avvicinano le elezioni e tornano le polemiche sul tema "consumatori e politica", come già avvenuto in precedenza. Pubblichiamo qui di seguito le reazioni di varie associazioni alle dichiarazione del senatore Manzione relative alla vicinanza tra l’Unione Democratica per i Consumatori e il mondo del consumerismo. Help Consumatori invita inoltre i lettori a esprimere la loro opionione sull’argomento.

 

Nella giornata di ieri il senatore Manzione, parlando delle prossime elezioni e di possibili alleanze della Unione Democratica per i Consumatori che ha fondato insieme a Willer Bordon, ha affermato: "E’ di tutta evidenza che qualora non fosse possibile registrare sintonie condivisibili, Unione Democratica per i Consumatori, che gode dell’appoggio e delle simpatie di molte associazioni, e che vuole restituire un minimo di senso etico alla politica, – conclude Manzione – continuerebbe da sola nella sua corsa, sia nelle elezioni politiche, sia in quelle amministrative". Immediata la reazione di alcune associazioni.

"L’Unione Nazionale Consumatori tiene a sottolineare che la suddetta nuova formazione politica non può vantare un generalizzato sostegno tra i consumatori – ha affermato Massimiliano Dona, Segreteraio generale dell’Unione nazionale consumatori – ma solo il consenso di alcuni esponenti di associazioni che già in passato hanno dimostrato di essere ispirati da personalismo politico. E’ del tutto evidente che siamo in presenza dell’ennesimo tentativo di cavalcare l’insoddisfazione dei cittadini consumatori, piegandola ad interessi di parte, mentre va ribadito che la tutela dei consumatori non può essere che apartitica e trasversale per perseguire l’interesse della collettività. Da parte nostra abbiamo già diffidato gli interessati a non approfittare della confusione che il nome del nuovo soggetto politico ingenera con quello della prima associazione dei consumatori".

A queste dichiarazioni si è associata Mara Colla, Presidente della Confconsumatori, mentre Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino ha aggiunto: "Le affermazioni di Manzione sono un vero e proprio millantato credito e una appropriazione indebita di sostegni che non sono mai stati dati. All’opposto, in questi anni quasi tutte le associazioni del CNCU hanno chiaramente espresso netta opposizione a qualsiasi partito o lista consumatori. D’altra parte le esperienze elettorali di chi ha usato e abusato del nome dei consumatori per chiedere voti sono state clamorosamente fallimentari, registrando risultati che iniziano con lo zero. Non si può certo negare a qualsiasi cittadino di candidarsi in qualsiasi lista, ma è davvero penoso che si cerchi di sfruttare la class action attribuendosene il merito. Fortunatamente gli elettori sceglieranno con ben altri criteri, liberamente, e quindi il 14 aprile registreremo l’ennesima delusione di chi tenta di sfruttare il nome dei consumatori per un posto al sole".

Questa la posizione espressa dal Movimento Consumatori: "Il compito delle associazioni di consumatori è quello di garantire che le proprie istanze siano rappresentate all’interno dei partiti senza porsi preclusioni di schieramenti. Nel dna del consumerismo c’è una visione larga della democrazia, dove i soggetti sociali sono chiamati a trovare una loro adeguata rappresentazione nei soggetti delegati all’attività politica. Il consumerismo ha il compito innanzitutto di proporre se stesso e le proprie istanze. E poi deve essere garante perché questo meccanismo valga per tutte le variegate forze che costituiscono l’articolazione dell’attivismo sociale oggi in Italia".

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