Dalle azioni ai titoli di Stato, la mappa per il risparmio

Non esiste un "investimento migliore" in termini assoluti. Se è vero che a investimento potenzialmente più redditizio corrisponde infatti un livello più alto di rischio, e che a investimento meno rischioso corrisponde un minore investimento, vale la considerazione che la validità di un investimento e di un risparmio va misurata sulle esigenze personali e patrimoniale. E dunque per identificare l’investimento più adatto è necessario partire dagli obiettivi finanziari che si vorrebbero raggiungere e valutarne il rischio.

Ma bisogna anche aver chiara la differenza fra i diversi tipi di investimenti disponibili.

AZIONI. Un’azione è un pezzo di una realtà economica, una società per azioni, che suddivide il proprio capitale e ne distribuisce una quota a terzi (gli azionisti), che acquisiscono così una porzione corrispondente della proprietà della società partecipando al capitale sociale. Si distinguono diversi tipi di azioni:

  • azioni ordinarie: conferiscono a chi le possiede il diritto di esercitare un controllo sulla società proporzionale alle quote possedute (comanda chi ha la maggioranza delle quote)
  • azioni privilegiate: danno un diritto di prelazione quando vengono ripartiti gli utili e quando viene rimborsato il capitale, nel caso in cui la società venga sciolta
  • azioni di risparmio: "non contano" in termini di controllo della società, ma offrono più privilegi quando si tratta di ripartire gli utili: sono rivolte ai piccoli risparmiatori.

OBBLIGAZIONI. Un’obbligazione è un debito che un’azienda o un ente pubblico contrae con i risparmiatori. Rispetto ai valori azionari, le obbligazioni rappresentano un investimento più sicuro per un normale risparmiatore ma, come ogni investimento, non sono esenti da rischi. A basso rischio corrisponde un basso rendimento; la ricerca di un rendimento più elevato comporta sempre un livello di rischio più elevato.

TITOLI DI STATO. Lo Stato può finanziarsi emettendo certificati che rimborsa, con gli interessi, a determinate scadenze. Tali certificati sono conosciuti con il nome di "titoli di Stato", categoria che racchiude diverse tipologie di titoli: i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro): i CCT (Certificati di Credito del Tesoro); i CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon). Ci sono inoltre i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) e i BTPEuroi (Buoni poliennali indicizzati all’inflazione dell’area euro).

FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO. Un gestore (una Società di Gestione del Risparmio, o SGR) investe sui mercati per conto dei sottoscrittori, cui richiede una "quota", e ridistribuisce il rendimento ottenuto tenendosi una parte per il proprio servizio. Le principali tipologie di fondi sono quelle dei fondi obbligazionari, azionari e bilanciati a seconda della prevalenza degli strumenti finanziari utilizzati dal fondo (azioni, obbligazioni o una via di mezzo). In realtà le combinazioni all’interno del "paniere" di un fondo possono essere le più varie. Esistono fondi aperti e fondi chiusi. I primi possono essere sottoscritti e rimborsati, totalmente o parzialmente, in ogni momento perché è previsto che il loro patrimonio sia variabile. I fondi chiusi, avendo un patrimonio definito all’atto della loro costituzione, possono essere sottoscritti solo in un certo periodo e rimborsati alla scadenza o dopo alcuni anni. Altra classificazione importante è quella tra fondi ad accumulazione di proventi (che prevedono il reinvestimento automatico dei proventi, progressivamente capitalizzati) e i fondi a distribuzione di proventi (che distribuiscono i risultati di gestione attraverso cedole periodiche, per cui al momento della sottoscrizione il risparmiatore può optare per il reinvestimento immediato dei proventi o per l’incasso della cedola).

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