Dieci milioni di sinistri risarciti nel 2007

"Nel 2007 abbiamo risarcito oltre 10 milioni di sinistri: sono 10 milioni di problemi specifici di famiglie e imprese che hanno trovato soluzione tramite l’intervento assicurativo. A fronte dei danni subiti sono stati 25 miliardi di euro i soldi destinati agli assicurati o ai beneficiari". Inoltre il prezzo dell’assicurazione r.c. auto negli ultimi 3 anni è sceso, in termini reali, di circa l’11%.

Questi sono soltanto alcuni dei dati enunciati da Fabio Cerchiai, Presidente dell’Ania, Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, in occasione dell’Assemblea annuale che si è tenuta oggi presso l’Auditorium di Roma. La relazione di Cerchiai ha fornito un quadro completo del mercato assicurativo italiano e del suo andamento nel 2007, partendo dal contributo che il settore ha dato allo sviluppo del Paese: oltre 470 miliardi di euro sono stati investiti nei mercati finanziari e immobiliari; oltre 10 miliardi di eurosono stati versati allo Stato come imposte dirette, tasse sui premi e contributi sociali. Inoltre, da non sottovalutare, è il numero di persone, tra dipendenti e intermediari, che operano nell’industria assicurativa che ha raggiunto i 300mila lavoratori.

La forte crescita degli ultimi 2 anni non ha però colmato il divario, in termini di sviluppo assicurativo, che l’Italia ha rispetto agli altri Paesi europei. "I premi danni, al netto di quelli relativi all’assicurazione obbligatoria r.c. auto, sono da noi pari all’1% del Pil, ovvero tra la metà e un terzo degli altri principali Paesi europei" ha spiegato Cerchiai. "Le riserve vita sono fortemente cresciute dalla metà degli anni novanta, passando dal 5% al 23% del Pil, ma rimangono molto inferiori a quelle di altri paesi. La sottoassicurazione lascia le famiglie e le imprese in condizioni di maggiore vulnerabilità, più esposte alle conseguenze negative di eventi avversi".

Secondo Cerchiai l’assicurazione deve essere considerata come una parte importante del sistema welfare di un paese e il suo sviluppo è importante affinché la domanda di sicurezza da parte dei cittadini non ricada sullo Stato. Ma, negli ultimi 2 anni l’aumento dei premi, sia nei rami danni sia nei rami vita, è stato inferiore alla crescita del Pil, a dimostrare una generale disaffezione degli italiani nei confronti dell’industria del risparmio gestito, di cui anche l’assicurazione è parte. Per quanto riguarda l’assicurazione degli autoveicoli, che ha un forte rilievo sul piano economico e sociale, alcuni dati hanno evidenziato i cambiamenti dell’ultimo anno, dovuti all’apertura del mercato e alla concorrenzialità introdotta sui prezzi.

Considerando i prezzi effettivi, che risultano dalla raccolta premi depurata dall’aumento del parco circolante, si è osservato che negli ultimi 3 anni il prezzo medio dell’assicurazione r.c. auto si è ridotto: -1,5% nel 2005, -0,8% nel 2006, -2,7% nel 2007. In termini reali, ossia al netto dell’inflazione, il prezzo è sceso nel triennio di circa l’11%. Tale riduzione è scaturita dall’incremento di concorrenza tra le imprese, favorita dalla flessibilità dei prezzi e dalla personalizzazione dei prodotti. Nel 2007 la raccolta premi complessiva è diminuita in valore assoluto (-1%), mentre è aumentato il numero dei veicoli assicurati. Nel suo intervento il Presidente dell’Ania ha reso noti alcuni dati di bilancio per evidenziare quanto sia infondata l’opinione di coloro i quali sostengono che la spesa assicurativa degli italiani continui ad aumentare.

"Per ogni 100 euro di premi incassati, detratti i costi dei risarcimenti e le spese di gestione e tenendo conto dei proventi degli investimenti, nel 2007, così come nella media degli ultimi 6 anni, alle compagnie italiane è risultato un utile lordo di 5 euro. Tolte le imposte dirette, Ires e Irap, questo si riduce a circa 2 euro e mezzo". Per ogni 100 euro incassati dalle compagnie, poi, l’assicurato ne paga altri 23 allo Stato a titolo di oneri fiscali e parafiscali; ne risulta, quindi, che su 123 euro lordi pagati dagli assicurati, solo il 2% si traduce in utile netto per le compagnie. "E’ del tutto evidente – ha affermato Cerchiai – che una riduzione ulteriore dei prezzi può avvenire solo a fronte di un calo dei costi o di una riduzione della tassazione, che peraltro è di 6 punti percentuali più elevata rispetto alla media europea".

Allora quali sono le cose da fare? Secondo l’Ania gli interventi normativi che hanno interessato la r.c. auto nell’ultimo biennio, sono stati spesso deliberati senza un preventivo confronto, disinteressandosi dei fattori strutturali su cui si fonda il meccanismo di formazione dei costi. L’Italia ha la densità di circolazione più alta d’Europa; la sua rete stradale è ampiamente inadeguata, in parte obsoleta e la frequenza dei sinistri in Italia è tra le più elevate d’Europa. Secondo i dati ISVAP nel 2007, a fronte di una significativa riduzione del costo medio dei sinistri dell’esercizio, la spesa complessiva per i risarcimenti è aumentata dell’1%. I costi sono aumentati, tanto che il costo medio di un sinistro in Italia è del 25% più alto della media europea, soprattutto per l’incidenza che nel nostro Paese ha la componente dei danni alla persona, ma i prezzi sono diminuiti.

"Occorre un aperto e produttivo confronto con le istituzioni e con le associazioni dei consumatori – ha concluso Cerchiai – nell’ottica di ricercare soluzioni concrete nell’interesse dei cittadini".

a cura di Antonella Giordano

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