E-COMMERCE. Le proposte del Beuc: accesso alla banda larga e migliore informazione

Il commercio elettronico è, da qualche tempo, al centro dell’agenda europea. Sono ormai conclamati i benefici che i consumatori possono trarre dall’e-commerce, ma altrettanto chiari sono i punti critici da superare. Da un recente studio condotto dalla Commissione Europea, infatti, è emerso che nel 2009 il 60% delle transazioni transfrontaliere è fallito perché il commerciante non ha spedito il prodotto nel paese destinatario, o perché non veniva offerto un adeguato mezzo di pagamento. Il commercio elettronico è quindi un campo che necessita di urgenti azioni, coordinate a livello europeo, affinché possa dispiegare tutte le sue potenzialità.

Per questo il Beuc, l’associazione europea dei consumatori, ha pubblicato un documento con le sue proposte. Il pre-requisito per l’e-commerce è l’accesso ad internet e il Beuc chiede alla Commissione Europea di inserire nella direttiva sui servizi universali l’accesso alla banda larga. E dopo l’accesso, bisogna superare un’altra criticità: la frammentazione del mercato on-line. Il Beuc chiede di indagare sulle ragioni che ci sono dietro questa frammentazione, analizzando settore per settore.

Bisogna, poi, rafforzare la direttiva europea sui servizi, eliminando qualsiasi forma di discriminazione da parte dei commercianti; un altro caposaldo dell’e-commerce è l’informazione al consumatore, che deve essere chiara ed accessibile.

Secondo il Beuc è importante informare i consumatori sui loro diritti e responsabilità; deve essere possibile, inoltre, una comparazione dei prezzi e tutte le informazioni commerciali devono essere chiaramente identificabili. Strettamente collegata a questo c’è l’informazione sui contratti che si stipulano on-line: è necessario migliorare l’accessibilità e la correttezza dei termini e delle condizioni dei contratti, facendo in modo che la direttiva sulle pratiche commerciali scorrette copra anche questo tipo di contratti.

Infine, il Beuc propone di estendere le garanzie legali a protezione dei consumatori anche ai contenuti digitali. La sicurezza delle merci, dei pagamenti, della privacy sono questioni altrettanto prioritarie, come la direttiva sulle collective redress.

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