E-COMMERCE. Parlamento Ue chiede più garanzie per consumatori

BRUXELLES. Il Parlamento chiede di aumentare la fiducia dei consumatori negli acquisti on line, con ad esempio campagne d’informazione, protezione dei dati nell’Internet banking e sistema di allerta rapido. E chiede che vengano definite un marchio di fiducia europeo e una Carta europea dei diritti degli utenti.

Nell’approvare la relazione di Zuzana Roithová (PPE), il Parlamento sottolinea anzitutto che la fiducia dei consumatori e degli imprenditori europei nell’ambiente digitale "è bassa" e che per alcuni aspetti del commercio elettronico "l’Europa è in ritardo rispetto agli Stati Uniti e all’Asia". I deputati, pertanto, invitano la Commissione a sostenere un quadro idoneo allo sviluppo del commercio elettronico, volto a rafforzare la fiducia dei consumatori, a creare un ambiente economico più favorevole, a migliorare la qualità della legislazione, a rafforzare i diritti dei consumatori e la posizione dei piccoli imprenditori sui mercati e a porre fine alla frammentazione del mercato interno nell’ambiente digitale.

I deputati plaudono all’iniziativa della Commissione di rivedere e aggiornare la normativa comunitaria in materia di consumatori e, in particolare, la forte enfasi sul commercio elettronico. E invitano l’Esecutivo a concludere accordi di cooperazione per la protezione dei consumatori con paesi terzi (in particolare quelli dell’OCSE), ai fini di una migliore applicazione dei diritti dei consumatori nell’ambiente digitale.

Il Parlamento ritiene che una nuova strategia e-Confidence contribuirebbe ad accrescere la fiducia dei consumatori. In particolare mediante il finanziamento di campagne di istruzione e di informazione e di progetti di verifica pratica dei servizi online (come il "mystery shopping"), il sostegno a favore dei progetti educativi e informativi destinati a sensibilizzare le PMI sui loro obblighi connessi con la fornitura di beni e servizi, il rafforzamento degli strumenti tradizionali per la protezione dei consumatori per garantirne un impiego efficace anche nell’ambiente digitale e, inoltre, la rimozione di ostacoli che gravano sugli imprenditori operanti in ambito transfrontaliero nell’ambiente digitale (norme UE sulla fatturazione elettronica transfrontaliera).

Ma andrebbero anche promossi lo scambio delle migliori prassi nazionali, il coordinamento e il sostegno dei codici di autoregolamentazione europei, l’introduzione dell’obbligo di audit esterno su taluni tipi specifici di servizi elettronici al fine di proteggere i dati e le informazioni personali (ad esempio nel caso dell’Internet banking), nonché il sostegno a favore dell’impiego obbligatorio delle tecnologie più sicure per i pagamenti online, la creazione di un sistema europeo di allerta rapida per contrastare le attività fraudolente nell’ambiente digitale e, infine, il lancio di una campagna d’informazione europea sulla contraffazione dei medicinali venduti tramite Internet.

Un logo europeo. L’Aula invita la Commissione a valutare le possibilità di avviare la definizione relativa alle condizioni e a un logo per un marchio di fiducia europeo, al fine di garantire una maggiore sicurezza nel settore del commercio elettronico transfrontaliero. Dovrebbe anche garantire, a tale proposito, un quadro giuridico generale per i marchi di fiducia volontari, conformemente a quanto richiestole nella direttiva e-Commerce. In tale contesto, i deputati raccomandano che il sistema sia «poco oneroso», non entri in concorrenza con marchi di fiducia o di qualità esistenti e preveda la copertura di spese unicamente in caso di controversie.

Dovrebbe inoltre applicarsi il principio di autoregolamentazione secondo cui i commercianti utilizzano il marchio se dimostrano pubblicamente di aver fornito le informazioni obbligatorie entro un determinato periodo di tempo, di utilizzare i contratti raccomandati, di esaminare tempestivamente i reclami, di utilizzare sistemi alternativi di risoluzione delle controversie o di conformarsi ad altre norme europee. Il sistema dovrebbe infine prevedere sanzioni in caso di uso improprio.

I modi più efficaci di incoraggiare la fiducia dei consumatori sono i seguenti: sistemi settoriali specifici, fortemente appoggiati e controllati da un ente commerciale avente il sostegno delle piccole e medie imprese di tutto il settore; codici di condotta settoriali specifici per i fornitori di servizi; referenze indipendenti destinate ai consumatori pubblicate su siti Internet per aiutare i consumatori a scegliere. Occorre inoltre che la Commissione agevoli lo scambio delle migliori pratiche relative a sistemi del genere.

Il PE chiede che vengano estese le norme che disciplinano i contratti a distanza ai contratti conclusi tra i consumatori e gli operatori professionali nelle vendite all’asta on line, come pure ai contratti relativi ai servizi turistici (biglietti aerei, soggiorni in hotel, noleggio di veicoli, servizi per il tempo libero, ecc.) ordinati individualmente su Internet. Dovrebbe anche semplificare e standardizzare i requisiti concernenti le informazioni obbligatorie fornite dal venditore all’acquirente nel quadro del commercio elettronico e, in tale contesto, stabilire un ordine di priorità di tali informazioni definendo le informazioni obbligatorie essenziali.

Il Parlamento, infine, chiede la creazione di un sistema d’informazioni europeo e-consumer che offra a tutti i consumatori europei online una guida e informazioni dettagliate sui diritti e i doveri dei consumatori e delle imprese nell’ambiente digitale, e orientamenti pratici circa le possibilità di risoluzione alternativa delle controversie (ADR). La Commissione poi dovrebbe far sì che i consumatori siano efficacemente protetti dagli attacchi alla sicurezza e alla vita privata nell’ambiente digitale mediante misure sia regolamentari che tecniche.

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