E-GOV. Commissione Ue adotta nuovo piano d’azione

Accrescere l’offerta di servizi pubblici via Internet per tagliare costi e per facilitare i cittadini, aumentandone anche la partecipazione alla vita politica e riducendo così il deficit democratico che viene spesso rimproverato alle istituzioni europee: sono questi alcuni dei principali obiettivi di una nuova proposta della Commissione europea sull’e-government.

Se le amministrazioni pubbliche degli Stati membri trasferissero completamente su internet gli acquisti e le gare per gli appalti, il risparmio stimato per le casse pubbliche potrebbe raggiungere i 300 miliardi di euro all’anno. A prova di ciò, la Commissione cita i risparmi registrati dall’amministrazione italiana dopo la recente riforma che ha portato online le gare per gli appalti: le casse pubbliche ne hanno beneficiato per 3,2 miliardi di euro nel 2003.

Il nuovo piano di azione della Commissione indica le priorità per diffondere l’e-government, obiettivo già stabilito dagli Stati membri e inserito nella strategia di Lisbona che punta a rendere l’Unione europea entro il 2010 la principale economia del mondo basata sulla conoscenza. L’e-government è considerato un elemento chiave di questa strategia in quanto aumenta l’efficacia e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni. D’altra parte viene rilevato che i vantaggi di un’amministrazione pubblica online saranno colti soltanto da una popolazione capace di utilizzare le nuove tecnologie.

A questo riguardo il piano di azione pone l’ambizioso obiettivo di mettere entro il 2010 tutti i cittadini europei nelle condizioni di poter accedere ai nuovi servizi elettronici. Questo significa aumentare l’alfabetizzazione informatica, che rimane bassa in molti paesi europei (un recente sondaggio Eurostat indica che nel 2005 il 62% degli italiani ha ammesso di non avere mai utilizzato Internet). Ed anche fornire accesso ai servizi online attraverso nuovi mezzi, come la televisione digitale, i cellulari o anche nuovi apparecchi da introdurre nelle case del futuro e che saranno oggetto di una prossima comunicazione della Commissione in autunno, come riferiscono funzionari della Commissione che si occupano della Società dell’informazione.

Nei piani di Bruxelles, inoltre, l’e-government significa anche aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita politica, con la sperimentazione di nuove forme di ‘decision-making’, fino a fare un uso maggiore dell’e-voting già utilizzato ampiamente in occasione del referendum sulla Costituzione europea in Francia.

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