E-GOV. Gli obiettivi del ministro Nicolais

Il ministro per le Riforme e l’Innovazione Luigi Nicolais ha presentato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Vidoni le linee strategiche del sistema nazionale di e-government che daranno vita, nei prossimi giorni, ad una specifica Direttiva. Il Sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi ha illustrato i progetti per l’innovazione del governo locale ALI (Alleanze locali per l’innovazione) e Riuso, per un valore complessivo di oltre 180 milioni di euro.

Il Ministro ha sottolineato coma la riforma della PA sia frutto di una ”rivoluzione culturale per cui l’informatica non è più un fine ma un mezzo”. Sette gli obiettivi da centrare:

  • Migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione

Innovare i processi nella PA

L’innovazione è un processo che deve integrare tutte le leve disponibili (sistema normativo, tecnologie, riorganizzazione dei processi, capitale umano), in un contesto di forte coordinamento tra Amministrazioni centrali e locali, al fine di semplificare e ridurre tempi e costi dei procedimenti. In tal senso deve leggersi la recente Direttiva sulla qualità.

Attuare il codice della PA digitale per realizzare e semplificare i procedimenti amministrativi

Per la piena attuazione del codice sono stati attivati tavoli di lavoro per l’emanazione delle regole tecniche, al fine di dare completa attuazione alla normativa vigente e dare avvio a iniziative progettuali di impatto significativo in termini di riorganizzazione e automazione dei processi.

Formazione on line per la qualificazione del personale della PA

Per garantire in modo sostenibile la formazione continua al personale pubblico, si utilizzeranno in modo mirato e ben ponderato le metodologie e gli strumenti dell’e-learning, garantendo al contempo una costante e qualificata produzione di contenuti digitali e realizzando una rete per la loro condivisone.

  • Realizzare l’interoperabilità e la piena cooperazione fra le amministrazioni

Definire un modello cooperativo per la PA

La semplificazione guidata dalle tecnologie ICT richiede una revisione complessiva dei processi di lavoro delle PA, basata sulla messa a punto di un modello cooperativo, nel quale siano chiaramente definiti i servizi e le prestazioni forniti da ciascuna amministrazione. La piena interoperabilità tra le Amministrazioni sarà completata attraverso il consolidamento degli strumenti e delle infrastrutture di base: Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione; gestione dei flussi documentali; sistemi di autenticazione; firma digitale; archiviazione digitale.

Integrare le banche dati nazionali

Le banche dati delle Amministrazioni saranno rese disponibili, per l’accesso reciproco, in base a regole d’accesso condivise, in modalità standard e con descrizioni dei dati e dei servizi che siano omogenee, esaustive e rigorose ("ontologie").

Integrare i registri pubblici

Saranno avviate collaborazioni tra le Amministrazioni che consentano una gestione integrata delle informazioni presenti in alcuni importanti registri pubblici quali ad esempio il Catasto, nel passaggio di gestione dall’Agenzia del Territorio ai Comuni; il Registro delle Imprese, per gli Sportelli unici; la Motorizzazione Civile e il Pubblico Registro Automobilistico, per i passaggi di proprietà.

  • Migliorare la trasparenza della spesa pubblica

Utilizzare l’informatica al servizio della finanza pubblica

Sarà pienamente attuata l’informatizzazione dei pagamenti, della PA e verso la PA, per un effettivo monitoraggio dei conti pubblici. Con la Legge Finanziaria 2007 sono state introdotte innovazioni di processo in vari ambiti (sanità, lavoro, contabilità economica, fisco) che consentiranno, con maggiore efficacia, di contenere la spesa pubblica e controllare le entrate.

Accrescere l’uso della rete per l’acquisto di beni e servizi

Saranno resi trasparenti i processi di acquisizione di beni e servizi della PA attraverso l’incremento significativo dell’utilizzo degli strumenti elettronici di acquisto di beni e servizi da parte delle Amministrazioni ("e-procurement").

  • Costruire la cittadinanza digitale

Realizzare l’e-democracy

L’e-democracy costituisce un importante strumento per rivalutare e accrescere la partecipazione alla vita pubblica. Il primo passo per realizzarla è il superamento del "divario digitale", sia per quanto riguarda le infrastrutture di banda larga – per le quali il settore pubblico deve svolgere un ruolo attivo, non lasciando che il mercato faccia da solo – sia rispetto alle differenze socio-culturali e generazionali, per le quali va attuata una più attenta progettazione dei servizi ed una loro diffusione su canali differenziati.

Rendere semplice e sicuro l’accesso ai servizi in rete

Per consentire ai cittadini di usufruire dei servizi on line delle PA, occorre un sistema nazionale di identificazione in rete che possa supportare, ad un tempo, le esigenze della sicurezza e quelle della modernizzazione, garantendo la continuità dei sistemi già in uso.

Implementare le modalità dei pagamenti on line

Gestire in modalità telematica i rapporti con le imprese e consentire ai cittadini di completare on line le procedure che prevedono l’effettuazione di pagamenti

Garantire qualità e accessibilità a portali nazionali e siti della PA

L’integrazione e la qualità dei portali nazionali e dei siti della PA, si raggiungerà razionalizzando gli investimenti e favorendo un ruolo più attivo delle Amministrazioni nello sviluppo di contenuti e servizi interattivi. Sarà garantita l’accessibilità dei siti ai cittadini diversamente abili, colmando il divario tra la normativa esistente e la sua applicazione effettiva, mediante l’introduzione di misure incentivanti e sanzionatorie.

  • Un approccio sistemico per l’efficacia e l’efficienza nella PA

Monitorare le iniziative della PA per misurarne l’efficienza

Ogni azione della PA sarà valutata sia in termini qualitativi sia quantitativi, con un approccio multilivello ed integrato (approccio sistemico), avuto riguardo alle fasi di "Pianificazione – Attuazione – Monitoraggio – Miglioramento".

Costruire la rete delle eccellenze e degli innovatori

Sarà creata una rete di competenze scientifiche, tecnologiche e amministrative attraverso il coinvolgimento anche di Università, Centri di eccellenza, centri di competenza e di ricerca, finalizzata a consentire che le singole "eccellenze" producano un miglioramento generale della PA "mettendo a sistema" le migliori pratiche.

  • Favorire la competitività delle imprese la crescita dell’industria ICT

Rendere le Amministrazioni promotrici dello sviluppo

La PA deve creare un ambiente favorevole all’innovazione e diventare "driver" di mercato, mediante la committenza di prodotti e servizi avanzati. In tale ottica sarà attivato un "tavolo per l’innovazione" con la partecipazione delle imprese allo scopo di acquisire suggerimenti e proposte recepibili in fase di programmazione

Sostenere lo sviluppo di software

Lo sviluppo del software, incentrata sulla promozione, incentivazione e sostegno all’innovazione di prodotto, anche attraverso la qualificazione della domanda e l’integrazione tra la rete delle conoscenze e il mondo produttivo è una chiave di sviluppo del Paese. In tale contesto, vanno sostenuti anche approcci di tipo Open Source, promuovendo iniziative di gestione, scambio di esperienze e sviluppo collaborativo tra PA, centrali e locali.

  • Rendere l’Italia protagonista del processo di innovazione amministrativa in Europa

Rafforzare la presenza italiana nello scenario internazionale

Il Paese deve rafforzare il proprio impegno a livello internazionale, sia per integrare più strettamente il Sistema di e-government nazionale con quello europeo, sia per svolgere un ruolo più attivo e propositivo sui temi della società dell’informazione.

Attuare le strategie UE di Lisbona

La Strategia di Lisbona dell’UE per la crescita e l’occupazione si sta attuando mediante quattro obiettivi prioritari: modernizzare la PA; innovare settori strategici come la scuola, la sanità, il turismo, l’infomobilità e il riconoscimento elettronico; favorire l’innovazione tecnologica nell’industria; ridurre il digital divide.

 

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