E-GOV. Piano E-gov 2012, Magnolfi (Pd): “Nulla di nuovo e nessuna copertura finanziaria”

"Uno dei principali fattori di ritardo del nostro paese rispetto agli altri paesi europei è la pubblica amministrazione". Ha esordito così il Premier Silvio Berlusconi alla conferenza stampa di presentazione del Piano E-government 2012, che si è tenuta ieri a Palazzo Chigi. "Per questo – ha spiegato Berlusconi – abbiamo deciso di intervenire con una riforma profonda per fare della P.A. una struttura interamente digitalizzata con tanti vantaggi per tutti, comprese famiglie e imprese. La nostra burocrazia costa ad ogni cittadino italiano 4.500 euro contro i 3.300 di media europea".

"Entro la fine della legislatura – ha aggiunto il Premier – noi vorremmo scendere al costo della Germania, che usiamo come modello. Nei primi 8 mesi abbiamo già fatto degli interventi, come quello sui fannulloni che ha ridotto l’assenteismo del 40%. Il Piano E-government 2012 si colloca nella strategia di Lisbona, fa leva sul Codice dell’amministrazione digitale e prevede azioni immediate per allineare l’Italia agli altri paesi europei, soprattutto rispetto all’uso di Internet e delle tecnologie digitali".

"Sull’Innovazione Berlusconi non sa di cosa parla". Lo ha detto Beatrice Magnolfi, Ministro della Semplificazione nel governo ombra del Pd, commentando la conferenza stampa."In soli due anni il governo Prodi ha realizzato importantissimi servizi on line e ha fatto molti passi avanti verso la modernizzazione della P.A. Basti citare la Comunicazione unica per le imprese, la Dichiarazione on line per tutti i rapporti di lavoro, il "Click day" per semplificare la regolarizzazione degli immigrati, l’obbligo di usare la PEC (Posta Elettronica Certificata) per tutte le amministrazioni statali, il passaggio della P.A. alla telefonia via internet (Voip) approvato nelle finanziaria per il 2008. Se davvero il governo vuol semplificare la vita ai cittadini e vuol fare la lotta agli sprechi, potrebbe monitorare l’attuazione di queste norme già approvate, cosa che non sta facendo.

"Giace nell’oblio la Carta d’identità elettronica, tanto che nel decreto Milleproroghe si rinvia di un anno la scadenza del Codice per l’amministrazione digitale che ne rende obbligatoria la diffusione per l’accesso ai servizi on line.

Si sono azzerati i fondi del Sistema pubblico di connettività, che è l’infrastruttura di trasmissione dati fra i vari pezzi della P.A., senza la quale le Reti Amiche del ministro Brunetta sono soltanto uno spot.

Quanto alla governance, non si sa neppure che fine farà il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella P.A.), dato che la Finanziaria 2009 ne ha dimezzato il bilancio. Infine, ricordiamo che il Governo ha sottratto 220 milioni di euro allo sviluppo tecnologico delle piccole imprese per finanziare il disastro Alitalia".

"Oggi apprendiamo – conclude Magnolfi – che il governo, dopo nove mesi, è riuscito soltanto a partorire un ennesimo piano di E-government, che peraltro non contiene nulla di nuovo e non ha sufficiente copertura finanziaria. Di piani ce ne sono già a bizzeffe, sarebbe l’ora di realizzarli".

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