E-GOV. Servizi pubblici online: nel 2010 la media UE è dell’82%

Sono sempre di più i cittadini europei che accedono ai servizi pubblici online. Dal 2009 al 2010 la disponibilità media di 20 servizi pubblici fondamentali, dal registro automobilistico, alla dichiarazione dei redditi, alla registrazione di una nuova impresa, è passata nell’UE dal 69 all’82%. Con un grande risparmio in termini di costi e di tempo (soprattutto per imprese e cittadini).

E’ quanto emerge dalla relazione di analisi comparativa sull’amministrazione online (e Government Benchmark Report) pubblicata oggi dalla Commissione Europea. La relazione svela quali sono stati i Paesi europei più efficaci e quali meno, prendendo in esame 2 servizi pubblici essenziali: "ricerca di un lavoro" e "avvio di un’impresa".

I migliori risultati sono stati conseguiti in Austria, Irlanda, Italia, Malta, Portogallo e Svezia, dove i 20 servizi fondamentali sono integralmente disponibili online. Nell’ultimo anno sono stati constatati notevoli progressi nella messa a disposizione di servizi elettronici in Bulgaria, Italia e Lettonia.

La relazione si è concentrata sulle esigenze dei disoccupati e di coloro che aspirano a diventare imprenditori, prendendo in esame le modalità seguite dagli amministratori per ridurre le formalità burocratiche e per rendere disponibile, in modo semplificato, l’intera gamma di servizi pubblici necessari per avviare un’impresa o per ritrovare un lavoro. Ciò può essere fatto tramite un portale elettronico o in modo automatico. In Austria, Danimarca, Estonia, Irlanda, Svezia e Regno Unito il 55% dei servizi necessari per avviare un’impresa è fornito tramite un apposito portale o in modo automatico. Tuttavia, soltanto il 46% dei servizi utili per i disoccupati viene attualmente prestato tramite un apposito portale.

Il 70% delle autorità pubbliche ha iniziato a lavorare con gli appalti elettronici, ma la bassa percentuale di utilizzazione complessiva (pari, secondo le stime più favorevoli, al 5% di tutti gli appalti) non permette ancora di constatare particolari benefici. Se gli appalti elettronici fossero integralmente disponibili e più utilizzati, sugli appalti pubblici si potrebbero realizzare risparmi dell’ordine del 30% circa.

Per quanto riguarda la dimensione regionale e locale dell’eGovernment, ci sono notevoli disparità tra i diversi paesi. Per i servizi prestati principalmente a livello locale, i piccoli comuni propongono soltanto la metà dei servizi online disponibili nei comuni più grandi. Ad esempio, mentre i siti web di piccole città offrono informazioni sulle modalità da seguire per chiedere una copia del certificato di nascita, quelli di città più grandi contengono anche i formulari da scaricare. Ciò può essere dovuto al fatto che le piccole amministrazioni locali e i loro cittadini preferiscono il contatto personale o altri canali più tradizionali, oppure che le piccole circoscrizioni amministrative risultano meno capaci (per strategia, mezzi, abilità) di offrire servizi online.

La Commissione europea continuerà a seguire lo sviluppo dei servizi pubblici online nell’intera Europa e, tramite l’eGovernment Action Plan, collaborerà con le autorità pubbliche degli Stati membri per ampliare e migliorare i servizi offerti tramite internet. Secondo l’Agenda digitale europea il 50% dei cittadini e l’80% delle imprese dovrebbero fruire dei servizi di eGovernment entro il 2015.

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