E-GOV. Sulla carta d’identità elettronica presto le impronte digitali

La prossima Carta d’identità elettronica (Cie) potrà interoperare con il passaporto elettronico, e il suo microprocessore potrà essere modificato in modo da ospitare le impronte digitali del cittadino ed i template (modelli di riferimento) numerici delle impronte. Questi alcuni dei contenuti della rivoluzione elettronica messi a punto dal Ministero degli Interni in collaborazione con le Regioni e gli Enti locali.

Accelerare la realizzazione della circolarità dei dati anagrafici e definire le modalità per la redazione dei piani di sicurezza per la gestione delle postazioni di emissione della Carta d’identità elettronica presso gli sportelli comunali sono i due obiettivi del decreto firmato lo scorso 2 agosto dal Ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, e dei due protocolli d’intesa sottoscritti dall’ufficio dei servizi demografici del Ministero dell’Interno con le Regioni e l’associazione delle Ict (aziende di information & communication technology).

Gli accordi, sottoscritti dal direttore del servizio, il prefetto Mario Ciclosi, coinvolgono il Centro interregionale per il sistema informatico e statistico delle regioni italiane (Cisis) – l’organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano – e l’Assinform, l’associazione che rappresenta le principali aziende di Ict.

I protocolli prevedono anche dei tavoli tecnici, che verranno costituiti presso le prefetture, tra capoluoghi di regione ed il Ministero dell’Interno. Lo scorso 2 agosto il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu ha firmato poi il decreto ministeriale che fissa regole tecniche e di sicurezza per la redazione dei piani di sicurezza comunali per la gestione delle postazioni di emissione della Carta d’identità elettronica.

Il provvedimento disciplina anche le modalità per la redazione dei piani di sicurezza per la gestione delle postazioni di emissione della Carta d’identità elettronica; individua le singole responsabilità, relativamente all’attuazione dei processi di emissione delle carte e di gestione delle informazioni anagrafiche all’interno degli uffici comunali; definisce gli standard minimi per la sicurezza, le modalità di attivazione del collegamento all’Ina e la procedura per l’attivazione delle postazione di emissione della carta d’identità.

Sempre il 2 agosto il Ministro Pisanu ha firmato inoltre un decreto ministeriale – anche questo in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale – con cui vengono fissate le regole tecniche e di sicurezza relative alla Carta di identità e al documento di identità elettronici. Ne decreto si stabilisce che il Ministero dell’Interno genera direttamente certificati qualificati per la firma digitale dei pubblici ufficiali collegati alle finalità istituzionali di utilizzazione della carta d’identità; inoltre, nel decreto ministeriale è previsto l’adeguamento delle caratteristiche del microprocessore della carta d’identità elettronica agli attuali sviluppi tecnologici, viene comunque garantita l’interoperabilità della Cie con il passaporto elettronico, e la modifica dei contenuti della stessa carta d’identità, in modo da poter inserire le impronte digitali del cittadino ed i template numerici delle impronte

Lo scorso 3 agosto infine è stata siglata una convenzione tra il Ministero dell’Interno e l’Anci con lo scopo di garantire una serie di azioni finalizzate alla interconnessione delle anagrafi comunali al sistema Ina-saia, per assicurare lo scambio elettronico delle informazioni tra comuni e altre pubbliche amministrazioni. Il sistema permetterà inoltre di scambiare ed inviare automaticamente informazioni a tutti gli enti interessati, con un evidente risparmio di tempo. Sono state definite e realizzate poi le linee guida per la realizzazione di software open source a disposizione di comuni e di enti utenti del centro nazionale dei servizi demografici.

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