ECONOMIA. A gennaio cala la fiducia di imprese e consumatori

A gennaio scende ancora la fiducia di imprese manifatturiere e consumatori. Nel primo mese del 2008 si registrano indici negativi vicini ai minimi degli ultimi tre anni. E’ quanto emerge dall’inchiesta dell’ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica), elaborata su dati della Commissione Europea. Il fenomeno riguarda l’area Euro, il Regno Unito e gli USA. Fra le maggiori preoccupazioni delle famiglie c’è la mancanza di prospettive economiche e di possibilità di risparmio.

Le imprese mostrano valori di sfiducia sui livelli di marzo 2006: a gennaio 2008 l’indice scende infatti ad 1 (da 2 del mese precedente), a causa dei giudizi negativi sullo stato attuale degli ordini e della domanda. Vario è il panorama nei diversi Paesi dell’Unione. In Germania la fiducia scende a 1 da 4; in Spagna l’indicatore si attesta a -4 ( da -3); in Francia il dato mostra invece segni di recupero, passando da 1 a 3; infine risultati di segno positivo nel Regno Unito (a gennaio 4 da 1 di dicembre).

Per ciò che concerne i consumatori, la Commissione Ue ha riscontrato un calo della fiducia da -9 a -12 (sui livelli più bassi dalla fine del 2005). Il pessimismo è dettato dalle previsioni sfavorevoli su andamento economico generale e mercato del lavoro, che si riflettono poi sulle prospettive economiche della famiglia e sulle future possibilità di risparmio. Viva preoccupazione poi emerge per l’andamento dei prezzi. Fra i pareri più negativi ci sono quelli di tedeschi (a -1 da 2), francesi (a -15 da -10) e spagnoli (a -20 da -19). Malessere anche per gli anglosassoni, con un indice di sfiducia pari a -7 (da -5 di dicembre). Situazione di difficoltà anche negli Stati Uniti: secondo il Conference Board, la fiducia si attesta a 87,9 (da 90,6 di dicembre), a causa di un forte deterioramento dell’indice relativo alle aspettative, che scende da 75,8 a 69,6. Un’indagine dell’Università del Michigan mostra invece un lieve aumento, comunque al di sotto dei valori registrati negli ultimi 12 mesi. Le valutazioni sulla situazione finanziaria della famiglia appaiono molto variabili a seconda delle entrate: i più pessimisti sono coloro che hanno un reddito inferiore ai 75 dollari annui.

 

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