ECONOMIA. Adusbef e Federconsumatori: affrontare la crisi con misure adeguate

Bisogna affrontare la crisi, prendere decisioni adeguate per rilanciare l’economia e andare incontro alle esigenze delle famiglie che "non ne possono più, sia dei continui rincari e della difficoltà che devono affrontare ogni giorno, sia dell’inerzia del Governo di fronte a tale situazione". È quanto affermato Federconsumatori e Adusbef che chiedono proposte di politica economica adeguate ad affrontare una situazione che è difficile immaginare in miglioramento.

Le due associazioni sintetizzano gli indicatori che vanno contro le previsioni ottimistiche di ripresa: "Siamo di fronte a un PIL striminzito dopo il crollo di oltre cinque punti del 2009, e tutti gli indicatori testimoniano una situazione a dir poco allarmante: dal crollo del potere di acquisto (-9,6% dal 2007 ad oggi), a quello dei consumi (-1,5% nel 2008, -2,5% nel 2009 e del -2% nel 2010, per una caduta complessiva del -6% negli ultimi 3 anni) che oltretutto persevera con quello che è avvenuto a Natale (-12 %). Come se non bastasse cassa integrazione e licenziamenti non accennano ad arrestarsi, continuando ad innescare un pericoloso circolo vizioso dal quale sarà difficile uscire se non si correrà ai ripari al più presto".

A questo si aggiungono i rincari già previsti per il nuovo anno, con ricadute stimate in oltre mille euro a famiglia, una cifra forse addirittura sottostimata "alla luce – continuano Federconsumatori e Adusbef – dei nuovi dati che pervengono dalle tariffe autostradali, dalla benzina e dagli aumenti notevoli dei costi delle materie prime, non solo quelle energetiche ed agroalimentari ma anche dei filati come lana e cotone".

Le due associazioni chiedono di intervenire "disponendo controlli e verifiche nei confronti di chi mette in atto intollerabili speculazioni, evitando ulteriori aumenti di prezzi e tariffe; è indispensabile avviare misure a sostegno del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, a partire da una detassazione di almeno 1200 euro annui, oltre che ovviamente investimenti nei settori innovativi e della ricerca".

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