ECONOMIA. Agenzie di rating, le proposte del Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo chiede che le agenzie di rating siano ritenute civilmente responsabili (anche ai sensi del diritto civile degli Stati membri) per il loro rating e sollecita la creazione di una Fondazione europea di rating creditizio, auspicando una particolare attenzione al rating del debito sovrano. Le nuove regole per le agenzie di rating del credito dovrebbero anche chiarire i loro metodi di lavoro, stimolare la concorrenza e ridurre la dipendenza sui rating esterni.

La risoluzione non legislativa, redatta da Wolf Klinz (ALDE, DE), precede di alcune settimane la proposta legislativa che dovrebbe presentare la Commissione per regolamentare ulteriormente le agenzie di rating (CRA) e chiude per il momento la discussione su un tema che ha visto divisi i gruppi politici.

La risoluzione invita a fare più chiarezza su come le CRA calibrano il loro rating sovrano, chiedendo al settore di spiegare le loro metodologie e perché le loro valutazioni si discostano dalle previsioni delle principali istituzioni finanziarie internazionali. Infine, chiede che vengano valutati gli effetti delle valutazioni sull’incremento degli spread. Un altro punto controverso riguarda la struttura da proporre per controbilanciare a livello europeo le 3 maggiori agenzie di rating, ritenute troppo dominanti sulla scena europea. La risoluzione invita la Commissione a procedere ad una valutazione dettagliata per una Fondazione di rating creditizio completamente indipendente, dotata di fondi iniziali per coprire al massimo i primi 5 anni d’attività.

Per aumentare la concorrenza, la risoluzione invita la Commissione a valutare le possibilità di istituire una rete europea di agenzie di rating che permetterebbe a quelle più piccole di competere con i "big 3", evitando tuttavia il cosiddetto fenomeno del "rating shopping" e l’abbassamento degli standard. Viene anche proposto che tutte le agenzie di rating registrate svolgano un riesame annuo per valutare i propri risultati in termini di rating dei crediti e tali informazioni dovrebbero essere fornite alle autorità di vigilanza. Infine, il testo propone che l’ESMA svolga controlli a campione per garantire un elevato livello di qualità dei rating creditizi.

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