ECONOMIA. BCE taglia i tassi di interesse di mezzo punto. I commenti italiani

La Banca Centrale Europea ha tagliato il costo del denaro di mezzo punto percentuale portando il tasso principale dell’area euro dal 2,50% al 2%, il minimo storico da parecchi anni. Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale è sceso al 3,00%; quello sui depositi presso la banca centrale è fissato all’1,00%.

La decisione presa oggi dal Consiglio direttivo dell’istituto centrale di Francoforte punta ad incentivare le banche ad erogare credito nel circuito economico, rimettendo così il moto il mercato, europeo soprattutto.

"La riduzione del tasso di sconto dello 0,50% da parte della BCE e la conferma dell’inflazione di dicembre al 2,2% da parte dell’Istat indicano che si sta procedendo sulla strada del raffreddamento della dinamica dei prezzi, delle tariffe e degli interessi sui crediti e sui mutui immobiliari". E’ stato questo il commento del Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, al taglio di interesse della BCE.

"Ciò – ha aggiunto Scajola – rappresenta un sostegno per le imprese e un sollievo per le famiglie, soprattutto quelle a reddito fisso, che vedono crescere il proprio potere d’acquisto rispetto ai mesi scorsi e possono dunque mantenere il proprio stile di vita e di consumo".

"Il rapporto di Confcommercio ha confermato questa mattina la tenuta dei consumi e del turismo nel periodo natalizio, smentendo i profeti di sventura che avevano pronosticato un crollo degli acquisti. Non bisogna – ha avvertito il Ministro – abbassare la sorveglianza, per far sì che il calo dei prezzi delle materie prime si trasferisca tempestivamente sui prezzi al consumo. Da questo punto di vista, c’è ancora margine per il ribasso dei prezzi dei carburanti rispetto ai cali del prezzo del petrolio, anche tenendo conto del recupero del dollaro sull’euro".

"La tenuta dei consumi – ha proseguito il Ministro Scajola – è fondamentale per arginare la recessione, sostenere l’attività della imprese ed evitare riduzioni dell’occupazione. Le misure anticrisi varate dal Governo e approvate ieri dalla Camera si muovono in questa direzione con il sostegno alle banche e la garanzia dei crediti alle imprese, il sostegno alle famiglie meno abbienti e numerose, l’estensione della Cassa integrazione per sostenere il reddito di chi dovesse perdere il lavoro e l’avvio di un consistente piano di infrastrutture e investimenti pubblici". Scajola ha ricordato che domani a Bruxelles si valuteranno "iniziative a sostegno dell’industria automobilistica che dovranno avere una dimensione europea ed essere concentrate sui consumi ecosostenibili".

"La decisione della BCE, in parte già scontata – si legge in una nota di Adiconsum – dovrebbe portare un ulteriore abbassamento dei tassi di mercato, in particolare dell’Euribor". Come Adiconsum ha rilevato anche in passato, "una riduzione dello 0,50% incide per circa 25-30 euro sulla rata mensile per un mutuo di 100.000 euro di durata 30 anni: un risparmio non indifferente per ogni famiglia, che si traduce in un risparmio complessivo di varie migliaia di euro".

Il rischio che Adiconsum denuncia e su cui chiede alle Autorità di vigilare, è la scelta delle banche di aumentare lo spread applicato ai nuovi mutui. Adiconsum ha già dimostrato che nell’ultimo mese gli spread sono aumentati sui mutui accesi a tasso variabile di circa 0,20-0,30% e soprattutto che i nuovi mutui ancorati al tasso BCE presentato, salvo rari casi, hanno spread superiori al 2%. "Una scelta che vanifica i risparmi e non aiuta certamente le famiglie e le imprese cui le ultime leggi volevano dare un sollievo economico a fronte della grave crisi che le ha colpite".

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