ECONOMIA. Bankitalia: pressione fiscale cresce, nel 2012 sarà al 43,8%. Commento di Adiconsum

La pressione fiscale in Italia continua a crescere e al 2012, secondo quanto prevede la legge di stabilità, si attesterebbe al massimo storico intorno al 43,8% (nel 1997 si era raggiunto il 43,6%). Le stime non includono gli effetti dell’attuazione della delega fiscale e assistenziale (ovvero dell’applicazione della relativa clausola di salvaguardia), che potrebbero determinare maggiori entrate fino a 0,2 punti di Pil nel 2012, 1,0 nel 2013 e 1,2 nel 2014. Inoltre, gli enti decentrati potrebbero disporre aumenti del prelievo per compensare i tagli apportati con le manovre estive ai trasferimenti dallo Stato.

E’ quanto ha affermato il capo dell’area ricerca economica di Bankitalia Daniele Franco nell’audizione alla Commissione Bilancio riunite di Camera e Senato. "La pressione fiscale in Italia è elevata- ha detto Franco – nel confronto sia storico sia internazionale; supera di due punti quella media degli altri paesi dell’area dell’euro. Nel prossimo triennio essa è destinata a crescere ulteriormente. Data l’estensione relativamente ampia dell’economia irregolare in Italia, i contribuenti che ottemperano pienamente agli obblighi fiscali sono soggetti ad aliquote sistematicamente più elevate rispetto ai nostri maggiori partner commerciali".

"L’evasione fiscale determina iniquità e distorce la concorrenza; è di ostacolo alla crescita dimensionale delle imprese italiane. La riforma del sistema fiscale prevista dal disegno di legge delega in discussione in Parlamento è una opportunità per intensificare gli sforzi volti a contrastare questo fenomeno e a limitarne gli effetti distorsivi. I proventi derivanti dalla riduzione delle aree di evasione vanno utilizzati per ridurre le aliquote legali". Franco si è detto contrario ad eventuali condoni fiscali che rischiano di avere "effetti distorsivi per i segnali che inviano" e "il rischio é che non aiutino a fare uscire" il paese da una situazione di alta evasione fiscale dovuta a "molte ragioni come la struttura produttiva". "Sarebbe opportuno – ha aggiunto – definire in tempi brevi un piano di dismissioni e di valorizzazione dei cespiti immobiliari pubblici, coerentemente con le dichiarazioni del governo".

"Molto preoccupante – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – la valutazione di Banca d’Italia sulla pressione fiscale nel 2012 al 43,8% senza contare gli effetti della delega fiscale ed assistenziale che peseranno, sempre nel 2012 dello 0, 25%, ma addirittura dell’1% nel 2013. Questo significa – prosegue Giordano – che a fronte della forte evasione fiscale le persone oneste che non possono evadere il fisco, cioè dipendenti e pensionati, avranno una tassazione non inferiore al 47-48%. Ciè lavoreranno per metà della loro vita per lo Stato".

Secondo il Segretario generale di Adiconsum "è necessario che la delega non aggravi la pressione fiscale, ma anzi la riduca concretamente. Questo significa che non vi possono essere ulteriori condoni che vanificano la lotta all’evasione fiscale, ma che deve essere introdotta una patrimoniale (esclusa la prima casa) per persone e società, l’alienazione di almeno il 30% del patrimonio immobiliare e demaniale pubblico, il taglio ai costi della politica, in maniera tale da riequilibrare una pressione fiscale che grava sui soliti noti".

 

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