ECONOMIA. Barroso: “L’Europa uscirà dalla crisi anche grazie alla firma dell’Italia sul clima”

"La crisi finanziaria internazionale non butti via cinquant’anni di politiche a favore dell’Unione
Europea e la si utilizzi per arrivare ad una maggiore integrazione, mentre sul clima speriamo ci sia l’unanimità e che l’Italia approvi il pacchetto”. E’ questo il doppio auspicio che il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha espresso nel corso del suo intervento oggi all’inaugurazione della nuova sede dell’Università Bocconi di Milano, parlando sia della crisi finanziaria e delle misure da attuare per arginarla sia a proposito della posizione dell’Italia sul pacchetto europeo per le riduzioni di sostanze inquinanti nell’aria.

"L’Europa deve dimostrare ai suoi cittadini che essa contribuisce a risolvere questa crisi finanziaria. Deve dimostrare che essa è la prima fonte di nuove riflessioni e idee per affrontare le problematiche che più riguardano i cittadini europei, come l’occupazione, i cambiamenti climatici e la sicurezza energetica".

In linea con quanto emerso nei giorni scorsi nel corso degli incontri con la delegazione di giornaliste italiane in visita all’Europarlamento di Strasburgo, il presidente Barroso ha sottolineato nella sua trasferta milanese le priorità dell’istituzione europea: rafforzare la vigilanza finanziaria e proseguire gli obiettivi ambientali.

Negli incontri con la stampa in visita a Strasburgo, gli eurodeputati avevano sottolineato infatti che la crisi in atto ha implicazioni che trascendono i mercati finanziari, e ricordato l’importanza di mantenere aperto l’accesso al credito per i cittadini e le PMI, come anche l’importanza degli investimenti nelle infrastrutture dell’UE, sostenuti anche dalla BEI, al fine di evitare "una flessione drammatica della crescita economica e dell’occupazione e quale primo passo importante e coordinato per ripristinare la fiducia nei mercati, dare impulso ai prestiti interbancari e rafforzare i fondi propri delle banche, cosicché possano continuare a concedere prestiti alle imprese e alle famiglie europee".

Il Parlamento europeo, ha sottolineato oggi il presidente Barroso, intende continuare ad appoggiare le misure prese per affrontare la crisi finanziaria e ribadisce la sua richiesta di adottare misure per rafforzare la vigilanza dei mercati e il coordinamento tra gli Stati membri.

"A mano a mano che si precisa l’impatto della crisi finanziaria sull’economia reale, non dobbiamo perdere di vista il rischio di stasi dell’economia. Questo impatto si sta già facendo sentire in termini di occupazione, reddito delle famiglie e portafoglio di ordini delle imprese", ha detto Barroso, a margine del suo intervento all’inaugurazione del nuovo edificio dell’Università Bocconi. Le indicazioni di Barroso arrivano a pochi giorni dalle previsioni sull’andamento di Eurolandia, che la Commissione diffonderà lunedì prossimo. Il 26 novembre, poi, è atteso un piano complessivo Ue per la ripresa, basato su misure mirate a breve termine per venire incontro a imprese, famiglie, cittadini e lavoratori colpiti dalla crisi.

"Non esiste un’autostrada nazionale per uscire da questa crisi, poiché con la globalizzazione le economie sono troppo interconnesse", ha aggiunto il presidente Barroso, che ha sottolineato però come "la soluzione non è neanche il protezionismo" e per questa ragione ha invitato tutti i Paesi a lavorare per raggiungere l’obiettivo di una riforma del sistema finanziario globale e si è augurato che si arrivi a modificare opportunamente il quadro istituzionale alla base della governance globale, comprese le istituzioni di Bretton Woods.

"Rifletteremo su come regolamentare i prodotti derivati, i fondi di investimento e i private equity. Un gruppo ad alto livello da me creato, guidato da Jacques De Larosiere e incaricato di esaminare la vigilanza finanziaria transfrontaliera in Europa, presenterà le sue prime conclusioni in tempo per il Consiglio europeo di primavera", ha precisato Barroso in merito alle misure da prendere per colmare le lacune dell’attuale regime normativo sui mercati finanziari a fronte della crisi.

Nel ritenere poi che gli obiettivi climatici non debbono essere rimessi in discussione, il presidente Barroso ha sottolineato l’esigenza di diversificare le fonti e rafforzare le infrastrutture energetiche. "Continuare a investire nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio e nelle misure di efficienza energetica non rappresenta affatto un onere o un costo supplementare, ma un sostegno alla nostra competitività, alla nostra sicurezza energetica e al nostro programma sui cambiamenti climatici", ha sottolineato dicendosi sicuro di riuscire a raggiungere presto un buon compromesso con l’Italia.

L’Italia nei giorni scorsi aveva bloccato infatti il "pacchetto clima" in discussione a Bruxelles che prevede un calo delle emissioni di Co2. L’impasse si è sbloccato con un rinvio del dossier al Consiglio europeo di dicembre.

"Spero che il pacchetto clima sia approvato all’unanimità, quindi anche dall’Italia. Sono sicuro che potremo trovare presto un buon compresso", ha concluso, dichiarandosi ottimista di fronte alle trattative in corso: "Sono convinto infatti che l’accordo sarà trovato secondo i tempi previsti e che potremmo trovare un buon compromesso entro dicembre”, ha concluso il presidente Barroso.

a cura di Flora Cappelluti

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