ECONOMIA. Confcommercio rileva: “Italia in crescita, ma ancora lontana dalla Ue”

L’inizio del 2006 mostra un Italia in ripresa. Secondo la valutazione del Centro Studi di Confcommercio, l’economia del nostro Paese sembra tornata a crescere, ma comunque ad un ritmo più lento rispetto ai partner europei. I principali problemi determinanti la stagnazione della situazione italiana sono individuati nella forte dipendenza dal petrolio, nella criticità dei conti pubblici e nella debolezza della domanda interna.

La crescita economica. Complice un confronto statistico favorevole con il 2005, l’economia italiana nel primo trimestre del 2006 è tornata su un sentiero espansivo. Il dato tendenziale, rispetto al primo trimestre dello scorso anno, si attesta ad un +1,5%. Il ciclo del 2005 è risultato, comunque, debole, denotando un progressivo esaurimento nel terzo e nel quarto trimestre per i consumi delle famiglie (+0,4% e -0,3%, rispettivamente) e per gli investimenti, che hanno chiuso con una pesante flessione congiunturale dell’1,7% che vale in media d’anno un -0,4% .

Le previsioni per il prossimo biennio: la crescita italiana del 2006 risulterà ben al di sotto del dato medio sia dell’eurozona (+2,1%), sia dei principali partner europei e, in particolar modo, della Spagna. Il differenziale di crescita, anche se leggermente attenuato, si manifesterà anche per il 2007.

I consumi. E’ stato l’ultimo trimestre del 2005 ad evidenziare una flessione dei consumi, in particolare nella componente dei beni (-0,6%), molto più acuta per durevoli e semidurevoli (-0,7% e -1,0%, rispettivamente), compensata da una discreta crescita dei semidurevoli (+0,7%). Riguardo alle prospettive 2006-2007, l’eredità del 2005 si presenta meno penalizzante di quella del 2004. Inoltre, i dati di questi primi mesi del 2006 sulle immatricolazioni di autoveicoli denotano un buon andamento. In prospettiva la crescita dei consumi delle famiglie per il biennio 2006-07 dovrebbe attestarsi poco al di sotto dell’1,0%.

Gli investimenti. Per questa componente della domanda interna, il 2005 è stato un anno negativo, con una flessione in quantità dello 0,6% rispetto al 2004. In particolare, è nell’ultimo trimestre del 2005 che si è registrata una caduta verticale, con flessioni congiunturali pesanti per macchine, attrezzature e prodotti vari (-3,0%) e per mezzi di trasporto (-2,8%). Nella media del 2006 la crescita viene stimata nell’ordine del +1,4% e nel 2007 del +2,4%.

L’occupazione. La presenza di un quadro produttivo sostanzialmente stagnante nel corso del 2005 ha determinato un ulteriore rallentamento nelle dinamiche del mercato del lavoro. I dati relativi al IV trimestre mostrano una crescita dell’occupazione su base annua dello 0,2% (pari a 56mila unità), il valore più basso dal 1998.

I prezzi. Nonostante le tensioni sul versante delle materie prime petrolifere, l’inflazione italiana continua ad evidenziare una dinamica sotto controllo. La tendenza espansiva dei prezzi dei beni energetici, il cui tasso di crescita tendenziale al consumo si è attestato ad aprile del 2006 sul +9,4%, continua ad essere controbilanciata da una evoluzione contenuta degli altri beni, come quelli di largo consumo (+1,0% la variazione rispetto ad aprile del 2005). Tra questi, gli alimentari restano su di un tasso di crescita tendenziale prossimo all’1,0%.

Nel futuro sono il prezzo delle materie prime energetiche e gli andamenti dei prezzi dei servizi pubblici soprattutto locali a rappresentare le incognite maggiori.
La finanza pubblica. Analizzando i dati relativi all’andamento trimestrale del conto economico delle amministrazioni pubbliche nel corso del 2005 emerge un quadro caratterizzato da:

  • una crescita delle spese superiore a quella relativa alle entrate;
  • un minor contributo positivo della spesa relativa agli interessi;
  • un azzeramento dell’avanzo primario;
  • un peggioramento del rapporto deficit/PIL;
  • un aumento del rapporto debito/PIL invertendo una tendenza che durava ormai da anni.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.confcommercio.it

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