ECONOMIA. Confindustria: nel 2007 più 9,7% per le esportazioni italiane

Nel 2007 le esportazioni italiane sono cresciute del 9,7% a fronte di una crescita delle importazioni del 5,7%. La quota delle esportazioni italiane sul commercio mondiale è aumentata dal 3,4% del 2006 al 3,6%. È aumentata la quota di aziende presenti direttamente all’estero ed è raddoppiata le percentuale di imprese che hanno accordi di collaborazioni con imprese estere. Sono alcuni dei dati del Consuntivo dell’attività dell’Area Affari Internazionali di Confindustria presentati oggi in occasione dell’incontro "Italia internazionale: fare sistema per competere" presso l’Università Luiss.

Fra i G7, rileva la Confindustria, l’Italia è "Best Performer per crescita delle esportazioni dopo la Germania"; "la quota di aziende presenti direttamente all’estero è salita tra il 2000 e il 2006 dal 5% all’8% ed è raddoppiata (dal 7% al 15%) la percentuale di imprese che hanno accordi di collaborazione con imprese estere"; le aree che vedono salire i livelli di crescita sono soprattutto Europa Centrale e Orientale, Sud America e Asia. Nelle "4 A" (Abbigliamento, Arredo, Alimentazione, Automazione) l’Italia – continua Confindustria – resta il primo paese OCSE per surplus del saldo commerciale (circa 100 mld di €) e il secondo al mondo dopo la Cina. Nel 2006 la Bilancia Tecnologica Italiana è tornata in attivo per la prima volta dal 1981 e negli ultimi due anni si è assistito ad una crescita delle esportazioni di beni e servizi pari al 28,6%.

Per Confindustria le aziende italiane "stanno portando a termine un difficile processo di ristrutturazione che le ha rese più competitive e più internazionali" e la necessità di internazionalizzarsi è ormai un fatto acquisito dalla maggior parte delle imprese. Ma restano aperti alcuni problemi fra i quali la dimensione delle imprese italiane, l’export concentrato su mercati maturi, la debolezza degli investimenti sia in entrata che in uscita.

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