ECONOMIA. Confindustria rivede stime PIL. Consumatori: necessaria detassazione reddito fisso

L’economia italiana crescerà dell’1,2% nel 2010 e dell’1,3% nel 2011. Il Centro studi di Confindustria (Csc) ha rivisto, infatti, al ribasso la stima di crescita sul 2011 di tre decimi di punti percentuali. "Persino nella rosea visione della Confindustria la ripresa "perde slancio", ammesso che ce l’abbia mai avuto" dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef che si domandano "come potrebbe essere diversamente, di fronte alla forte caduta dei consumi in molti settori, soprattutto in quello dei beni durevoli e dei prodotti alimentari, che va di pari passo con la contrazione del credito al consumo, in calo sia per quanto riguarda l’erogazione (-11% nel 2009 e -5% nel 2010), sia, per la prima volta, per quanto riguarda la consistenza totale (passata a 110 miliardi, rispetto ai precedenti 113 miliardi di fine 2009)".

"In assenza di interventi determinati sul fronte della domanda di mercato e su quello degli investimenti per l’innovazione tecnologica, la crescita del PIL, nel 2010, rischia di rimanere prossima allo zero" ribadiscono i Presidenti secondo i quali "si rende sempre più urgente una misura in grado di far uscire la nostra economia da questo preoccupante circolo vizioso, che rischia di compromettere sempre di più il benessere delle famiglie e la competitività del nostro Paese sul piano internazionale. Il primo passo in questa direzione è la detassazione per le famiglie a reddito fisso, per almeno 1200 Euro annui, ed il blocco dei prezzi e delle tariffe. Misure che, rilanciando la domanda interna, potrebbero finalmente dare respiro all’intera economia".

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