ECONOMIA. Confindustria taglia stime Pil 2011, Federconsumatori e Adusbef: situazione allarmante

Da Confindustria oggi arriva un nuovo monito al Governo per la precaria situazione economica italiana; gli industriali chiedono riforme urgenti, altrimenti la crescita sarà dimezzata e il prodotto interno in calo nel 2012. Confindustria taglia le stime sul Pile del 2011, riducendole allo 0,9%. "È incredibile che solo il Governo, ormai, si ostini a non vedere la gravità ella situazione – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Lo dimostrano non solo gli atteggiamenti e le incitazioni all’ottimismo, che abbiamo condannato fin dal primo momento, ma anche le misure prospettate sul piano fiscale. Queste ultime, infatti, profilano operazioni allucinanti e sbagliate, che vanno in direzione totalmente opposta rispetto a ciò di cui ha bisogno il nostro Paese – denunciano i due Presidenti riferendosi, in particolare, all’IVA: "aumentarla in un momento come questo, in cui vi è una vera e propria stagnazione dei consumi, vuol dire soffocare una volta per tutte la domanda di mercato, con gravissimi danni per l’intera economia".

Trefiletti e Lannutti sono estremamente scettici anche rispetto alla riduzione delle aliquote Irpef: "questa manovra, a cui non crediamo, richiede delle enormi risorse. Risorse che preferiremmo, piuttosto, fossero destinate tutte a sostenere le famiglie a reddito fisso con bassi redditi (fino a circa 30.000 euro)". "Quello che chiediamo è una vera e propria redistribuzione del reddito, da realizzarsi anche con misure solidaristiche da parte degli alti redditi. Per reperire le risorse necessarie ad avviare tale operazione è necessario innanzitutto intensificare la lotta all’evasione fiscale (è di oggi la notizia che, nei primi 5 mesi del 2011, i redditi non dichiarati ammontano ad oltre 23 miliardi di euro), oltre che agire sulla tassazione delle rendite finanziarie e sulla tassazione dei grandi patrimoni. Solo così – concludono i Presidenti – sarà possibile rilanciare il potere di acquisto delle famiglie e rilanciare la domanda di mercato senza intaccare la finanza pubblica".

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