ECONOMIA. Conti PA, Istat: in aumento significato la pressione fiscale

Il Conto economico consolidato delle Amministrazioni pubbliche fa registrare, nella sua versione provvisoria, un lieve peggioramento dell’incidenza dell’indebitamento netto sul Pil, che sale al 4,4 per cento dal 4,2 per cento dell’anno precedente. Lo rileva l’Istat che ha oggi pubblicato i Conti ed aggregati economici delle Amministrazioni pubbliche per il periodo 1980-2006. L’istituto precisa che in valore assoluto l’indebitamento aumenta, rispetto all’anno precedente, di 5.981 milioni di euro, attestandosi su un livello pari a 65.504 milioni.

In particolare, la pressione fiscale complessiva rispetto al Pil è aumentata in maniera significativa, dal 40,6 al 42,3 per cento. Le principali componenti del prelievo fiscale hanno evidenziato dinamiche piuttosto accentuate: le imposte dirette aumentano del 12,4 per cento, quelle indirette del 7,8 per cento e i contributi sociali effettivi del 4,7 per cento. L’apporto delle imposte in conto capitale, che hanno risentito del venir meno del gettito legato alle sanatorie fiscali, si è ulteriormente ridotto risultando pari allo 0,03 per cento delle entrate complessive. L’incidenza del prelievo fiscale e parafiscale dell’Italia risulta inferiore a quella di Francia (46,1 per cento), Belgio (46,6 per cento), Austria (43,2 per cento) oltre che dei Paesi scandinavi, i cui più evoluti sistemi di welfare hanno storicamente richiesto un maggiore ricorso alla fiscalità generale.

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