ECONOMIA. Debito pubblico in calo, Italia verso il pareggio di bilancio

Oggi la Commissione europea ha valutato i programmi di stabilità aggiornati di Francia e Italia. Il 30 novembre 2007 l’Italia ha presentato un aggiornamento del suo programma di stabilità sul periodo 2007-2011. Ne risulta un disavanzo del 2,4%, ma, se l’andamento di bilancio fosse stato utilizzato pienamente per il risanamento, tale risultato sarebbe stato ancora più positivo. Quindi la Commissione europea consiglia all’Italia di approfittare di questo favorevole punto di partenza per raggiungere, nel 2008, il suo obiettivo a medio termine di un bilancio in pareggio e di un debito pubblico in costante discesa. Con la sua attuale posizione di bilancio, l’Italia è a medio rischio per quanto riguarda la sostenibilità delle sue finanze pubbliche. Questa valutazione si basa sull’ipotesi di un’applicazione integrale delle riforme pensionistiche.

La Francia dovrebbe invece tagliare nel modo più rapido possibile la spesa pubblica che è oggi, fra le più alte dell’Unione Europea.

Questi programmi saranno discussi al Consiglio dei Ministri delle finanze il 12 febbraio 2008, mentre la Commissione europea prenderà in esame i programmi degli altri Stati membri.

Joaquín Almunia, il commissario responsabile per gli affari economici e monetari, ha dichiarato: "Si consiglia alla Francia di ridurre il suo disavanzo più rapidamente per dotarsi di un margine di sicurezza e migliorare la sostenibilità delle proprie finanze pubbliche nel lungo termine. Per garantire il successo del suo piano ambizioso di riduzione della spesa sono indispensabili misure concrete di contenimento della spesa stessa, così come le riforme strutturali che il governo intende perseguire per aumentare il potenziale di crescita. L’Italia – ha aggiunto Almunia – ha ampiamente raggiunto il suo obiettivo che consisteva nel riportare il suo disavanzo sotto la soglia del 3% nel 2007, ma deve proseguire il risanamento di bilancio per garantire una riduzione costante del suo debito e destinare le risorse attualmente assorbite dal servizio del debito a misure tendenti a favorire la crescita".

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