ECONOMIA. Deficit oltre il 3% per l’Italia, Ue apre procedura. Commento di Tremonti

Nel 2009 l’Italia ha un debito pubblico eccessivo, cioè superiore al 3%, e dunque preoccupa il patto di stabilità e crescita dell’Unione Europea. Per questo oggi la Commissione europea ha adottato, come prevede la parte correttiva del patto di stabilità, una relazione sull’Italia. Oltre al nostro paese registrano un disavanzo eccessivo anche Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Olanda, Portogallo, Slovenia e Slovacchia.

Per l’Italia l’Ue rileva, oltre ai problemi comuni agli altri Paesi, un problema di "debolezza strutturale", che renderà difficile la ripresa. E la Commissione rileva che questa situazione deriva in parte dagli effetti della crisi e in parte da altri fattori strutturali, tra cui una spesa pubblica che resta elevata. In tutti i casi in oggetto la Commissione conclude che, sebbene i livelli di disavanzo siano di natura eccezionale, in quanto sono principalmente la conseguenza di una flessione o recessione economica grave di dimensioni imprevedibili, essi non sono né prossimi al valore di riferimento né temporanei.

"La stragrande maggioranza degli Stati membri dell’UE – ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Joaquín Almunia – presenterà nel 2009 un disavanzo di bilancio superiore al 3% del PIL a causa della crisi economica. Dobbiamo continuare a sostenere l’economia fino a quando la ripresa non si consoliderà, in linea con il piano europeo di ripresa economica. Ma è giunto anche il momento di definire strategie di uscita coordinate così che, al momento giusto, potremo iniziare a ridurre gli altissimi livelli del debito. Il patto di stabilità e crescita è sufficientemente flessibile per combinare stimoli fiscali nel breve termine con il risanamento delle finanze pubbliche nel medio termine e la sostenibilità nel lungo termine, tenendo conto dei costi dovuti all’invecchiamento della popolazione. Ma è essenziale – conclude Almunia – continuare ad applicarlo rigorosamente per ancorare l’aspettativa che i disavanzi eccessivi verranno corretti in maniera ordinata".

Immediato il commento del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. "Su 27 Paesi dell’Unione europea – si legge in un comunicato del Ministro – 20sono in deficit eccessivo. Si fa prima a dire quelli che non lo sono: Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Svezia".

"In questi termini – continua il comunicato – oltre il 90% del PIL europeo è in deficit eccessivo. Rispetto a quello degli altri Paesi il livello del deficit dell’Italia non è certo tra i più alti. Basti notare che, se diversi altri Paesi sono al di sopra del 10%, l’Italia è intorno al 5%, quindi meno della metà. In realtà non è eccezionale la situazione italiana, ma è eccezionale, per effetto della crisi, la situazione europea e mondiale. Questo non vuol dire che anche in Italia non ci si deve impegnare per riequilibrare quanto prima possibile i conti".

 

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