ECONOMIA. Derivati, Parlamento Ue chiede trasparenza e regolamentazione

Trasparenza e regolamentazione nel mercato dei derivati. E’ quanto chiede il Parlamento Europeo nella risoluzione approvata oggi in seduta Plenaria, che invita la Commissione ad elaborare misure che consentano alle autorità di regolamentazione di fissare dei limiti per le posizioni di mercato, per contrastare le fluttuazioni sproporzionate dei prezzi e le bolle speculative. I deputati chiedono di ridurre il volume globale di prodotti derivati e proporre requisiti patrimoniali più elevati per gli istituti finanziari in caso di contratti bilaterali di derivati non ammissibili alla compensazione centrale e dunque al sistema di riduzione del rischio (sistema di controparti centrali di compensazione o CCP).

Il Parlamento chiede anche di introdurre divieti di eseguire operazioni su materie prime e prodotti agricoli con finalità puramente speculative, con particolare riferimento ai generi alimentari di prima necessità nei paesi in via di sviluppo e alle quote di emissione dei gas a effetto serra. E’ necessario che un maggior numero di prodotti finanziari derivati sia trattato a partire da un sistema centralizzato di diminuzione del rischio. Per raggiungere tale risultato, i deputati propongono di garantire la resilienza delle CCP nei confronti di una più ampia gamma di rischi, "incluso il allimento di più partecipanti, le vendite improvvise di risorse finanziarie e la rapida riduzione della liquidità del mercato". Tali CCP, inoltre, dovrebbero essere istituite secondo "chiare regole di condotta e necessarie norme vincolanti", onde evitare che siano interamente controllate dagli utenti e che i loro sistemi di gestione dei rischi siano in competizione.

La risoluzione approvata chiede, infine, il divieto di transazioni speculative sui credit default swap (CDS) e insiste che tali prodotti debbano essere trattati da una CCP europea per diminuire i rischi e rafforzare la trasparenza. Infine, la risoluzione deplora la mancanza d’informazione sul ruolo dei CDS nella crisi di alcuni paesi dell’eurozona e chiede una piena divulgazione alle autorità di regolamentazione e di vigilanza.

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