ECONOMIA. Eurispes: per tagliare i costi della politica aboliamo le Province

Se nel 2006 il personale delle Province fosse stato reimpiegato in altre amministrazioni si sarebbe generato un risparmio di oltre 10 miliardi di euro. A farsi i conti è l’Eurispes che ha stimato 13 miliardi di euro di spesa complessiva da questi enti locali nel 2006. Solo in questo anno è stata infatti riscontrata una spesa complessiva delle Province pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento.

Nel corso degli ultimi venti anni – spiega l’Eurispes – i conti economici delle Amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate. L’ammontare complessivo di quest’ultime è, infatti, passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%. Nello stesso arco temporale, le spese delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da 241 a 746 miliardi di euro. Il crescente indebitamento della PA deriva, in massima parte, dal peggioramento dei conti economici delle Amministrazioni centrali.

L’istituto parla di una "preoccupante fase di crescita" dell’indebitamento: dai 500 milioni di euro del 2001 il debito è passato ai 2 miliardi di euro del 2006. Colpa soprattutto delle inefficienze nella gestione in conto capitale degli Enti. Secondo l’Eurispes nel caso delle Province il "peso" della gestione corrente è sempre stato preponderante rispetto a quello della gestione in conto capitale. Nel corso degli anni presi in considerazione (2000-2006), la gestione in conto capitale ha però acquisito un ruolo preponderante: dal lato della spesa, il "peso" della gestione corrente è diminuito del 2,9%, passando dal 74,7% nel 2000, al 71,8% nel 2006. Contestualmente, quello in conto capitale è aumentato, dal 25,3% al 28,2. Nel corso di 7 anni le entrate della gestione corrente sono aumentate da 6,4 a 9,2 miliardi di euro (+43,7%), mentre quelle della gestione in conto capitale, sono sostanzialmente raddoppiate, passando da 0,9 a 1,8 miliardi di euro.

Il fabbisogno finanziario delle Province per la gestione corrente è quasi raddoppiato nel corso dei 7 anni considerati, ad un tasso di crescita particolarmente sostenuto tra il 2000 ed il 2001 (+19,8%) e tra il 2001 ed il 2002 (+13,9%), raggiungendo i 9,3 miliardi di euro nel corso del 2006.
Contemporaneamente, la spesa per la gestione in conto capitale è aumentata di circa il 96,3% (+27,4% rispetto all’aumento delle spese di gestione corrente). Il maggiore "peso" della gestione in conto capitale rispetto alla gestione corrente, sia dal lato delle entrate che da quello delle spese, ha avuto evidenti ripercussioni sul livello di indebitamento. Ciò nonostante – conclude l’istituto – il conto economico delle Amministrazioni provinciali, relativamente alla gestione corrente, è peggiorato notevolmente nel corso degli anni, determinando una diminuzione di oltre 700 milioni di euro dell’accreditamento (dal 2000 al 2005) e, per la prima volta dopo anni, una situazione di indebitamento, di 102 milioni di euro, nel corso del 2006.

 

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