ECONOMIA. Fondazione Culturale di Banca Etica: occhi aperti su assemblee Enel ed Eni

L’assemblea degli azionisti 2011 di Enel è iniziata oggi pomeriggio, quella dell’Eni si svolgerà il prossimo 5 maggio. L’azionariato critico terrà aperti i riflettori sui due appuntamenti, portando con sé i dubbi sul nucleare e sulla governance. Come annuncia una nota, "la Fondazione Culturale di Banca Etica non mancherà ai due meeting per sollevare i propri dubbi e chiedere chiarimenti sugli investimenti previsti per lo sviluppo del nucleare e per il piano di compensazione delle emissioni di gas serra (Enel) e sul rinnovo del Board dirigente (Eni)".

La Fondazione ha aderito al comitato promotore del referendum per fermare il nucleare e continua a lavorare con le organizzazioni e le reti della società civile e con le popolazioni per "sensibilizzare i piccoli risparmiatori sul ruolo e le responsabilità degli azionisti nella vita dell’impresa".

In particolare, la Fondazione Culturale Responsabilità Etica ricorda le diverse prese di posizione di Enel sul nucleare e l’avvicinarsi di un referendum che il Governo apertamente sta cercando di bloccare (con l’idea di ritornare sull’argomento a bocce ferme, come emerge dalle parole pronunciate qualche giorno fa dal premier). Scrive la Fondazione: "Appena due anni fa l’AD di Enel Fulvio Conti rilasciava un’intervista al Sole 24 Ore in cui affermava "Ci sono circa 500 impianti nucleari nel mondo, alcuni in zone altamente sismiche come il Giappone, ma si tratta di impianti pronti a resistere anche a terremoti di intensità pari a nove gradi sulla scala Richter". La stessa Enel anche all’indomani del disastro di Fukushima continuava a sostenere la bontà dell’energia nucleare e a dirsi pronta per la costruzione di quattro reattori di tipo EPR in Italia. I due soli progetti di questo tipo oggi in cantiere in Europa, in Francia e Finlandia, stanno entrambi registrando enormi aumenti dei costi, ritardi e altri problemi. Oggi il Governo italiano ha rivisto i propri piani nucleari e annunciato un clamoroso dietro-front, mentre rimane alta l’attenzione per i referendum del 12 giugno. Nel frattempo Enel continua a essere molto attiva nell’Est europeo, in particolare in Romania, Russia e Slovacchia con la centrale di Mochovce".

Il tema centrale dell’assemblea Eni sarà invece il rinnovo delle cariche. Scrive la Fondazione che "tra i candidati non ci sono donne, anomalia a livello internazionale, e alcuni candidati nella lista del governo, presentano una fedele carriera politica a scapito di un’esperienza limitata o nulla nel settore energetico, finanziario e nella gestione di imprese".

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